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Vaccini. Sbarra a SkyTG24: “Si al green pass ma serve una norma legislativa che freni iniziative unilaterali”

Pubblicato il 10 Set, 2021

“Anche la Cisl considera il green pass uno strumento utile, necessario, importante per mandare in profondità la campagna vaccinale. Non abbiamo alcun pregiudizio nel chiedere e sollecitare il Governo ad adottare una norma legislativa anche nel tentativo di frenare iniziative unilaterali, fughe in avanti nelle aziende che rischiano di trasformare i luoghi di lavoro in un campo di battaglia”. Così il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra ospite di Sky TG24 . “Bisogna arrivare ad una misura che assicuri uniformità tra i comparti, nelle categorie, nelle filiere e che ci aiuti a dare una forte accelerazione alla campagna di vaccinazione” ha detto ricordando che la Cisl da lungo tempo sostiene la necessità dell’obbligo vaccinale per legge.
“Per noi i vaccini rappresentano l’unica vera arma che possa dare un aiuto a sconfiggere il virus” ha ribadito il leader della Cisl precisando però che “l’obbligatorietà al trattamento sanitario può solo arrivare attraverso la legge. Sbagliato pensare di scaricare in maniera surrettizia sulle relazioni sindacali, sulla contrattazione, compiti impropri” ha osservato. “Ecco perché abbiamo chiesto nelle settimane passate come Cisl a Governo e Parlamento di assumersi per intero la responsabilità di procedere all’adozione di una norma legislativa che sancisca l’obbligo alla vaccinazione per tutti i cittadini . Nelle more noi possiamo discutere di un green pass obbligatorio nella prospettiva di dare uniformità agli interventi di accesso ai luoghi di lavoro e di accesso agli spazi comuni dentro i perimetri aziendali”.
“Abbiamo bisogno di norme chiare, uniformi, finalizzate ad evitare fughe in avanti, iniziative unilaterali” ha poi ribadito. “Serve il massimo di condivisione e di responsabilità in questa fase – ha sottolineato ancora ricordando gli incontri dei giorni scorsi tra Cgil Cisl Uil e Confindustria e Confapi dove ci sono stati ben 4 punti di convergenza, nessuna fuga delle parti sociali – ha spiegato. Abbiamo concordato sulla necessità che “Governo e Parlamento procedano urgentemente ad adottare una norma legislativa sull’obbligo vaccinale; disponibilità a sederci subito ad un tavolo per migliorare, allargare e adeguare i protocolli su salute sicurezza che abbiamo sottoscritto in questo ultimo anno per rendere i luoghi di lavoro più sicuri, covid free. Sul green pass nessun pregiudizio. C’è inoltre una quarta condizione che consideriamo importante e che è stata condivisa con le associazioni datoriali” ha poi spiegato: “lanciare una fase di vera sensibilizzazione nei luoghi di lavoro per incontrare le lavoratrici, i lavoratori anche con presenze esterne di medici, virologi, esperti della comunità scientifica e sanitaria spiegando le ragioni, l’interesse alla vaccinazione”.
Ha poi parlato di Alitalia e alla domanda se la decisione odierna dell’antitrust dell’Unione Europea possa rendere ancora più complicata la situazione dei dipendenti rimasti in Alitalia, ha osservato: “Pensiamo proprio di sì, l’Europa in questo senso da tempo contribuisce ad intorbidire le acque, contestando, negando risorse in nome degli aiuti di Stato. Lo fa con l’Italia, ma non assicura la stessa coerenza per altre compagnie di altri paesi, Francia in testa, dove sono state approvate risorse, interventi, finanziamenti assolutamente maggiori. Vediamo questa contraddizione – ha aggiunto. “Noi dobbiamo affrontare questa vertenza. Stiamo chiedendo al Ministero dell’Economia, proprio in queste ore, interventi forti per assicurare gli ammortizzatori sociali che sono una condizione necessaria, anche se non sufficiente per rilanciare la vertenza. Dobbiamo difendere l’occupazione in questa fase complicatissima della storia nazionale ma dobbiamo agganciare una strategia industriale degna di questo nome nella prospettiva di rilanciare la nostra Compagnia di bandiera”.

Si è poi espresso sul tema del blocco dei licenziamenti la cui proroga per la Pmi e nel terziario  terminerà ad ottobre. Alla domanda se si tratti o meno di un appuntamento decisivo per testare la tenuta della ripresa economica del Paese il leader della Cisl ha ribadito la necessità di arrivare a quella scadenza “avendo chiuso questa discussione sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Siamo già ad un buon punto – ha detto – stiamo sollecitando il Ministero del Lavoro, il Governo ad accelerare per mettere in campo misure che aiutino l’impianto degli ammortizzatori sociali ad essere universale, solidaristico, inclusivo semplificato, di tipo assicurativo. E’ inoltre importante – ha ricordato – la seconda gamba della discussione al Ministero del Lavoro sul tema delle politiche attive e della necessità di costruire un nuovo e moderno piano nazionale sulla formazione  e sulla crescita delle competenze”. Davvero “importante” ha sottolineato ancora “arrivare a  fine ottobre con una serie di misure che ci aiutino ad attutire i possibili contraccolpi dei licenziamenti.Diversamente – ha osservato – dovremo prevedere la prospettiva di prorogare il blocco almeno fino alla fine di dicembre. Siamo ancora in una fase di emergenza sanitaria – ha ricordato.

Infine sul tema della transizione green, e del green deal Europeo: “il Green deal è un’opportunità di crescita equa, pulita per tutti, e il nostro Paese non fa eccezione, ma va calato nelle singole realtà con modalità specifiche perché alcune economie come la nostra si reggono su settori industriali altamente energivori. Ecco perché bisogna assicurare una gradualità, un governo vero della transizione. Siamo perché si arrivi ad  un obiettivo di energia pulita, alla decarbonizzazione, attraverso le fonti rinnovabili. Dobbiamo  lavorare perché questa trasformazione vada fatta in un contesto di responsabilità, di scelte condivise. Ecco perché penso che il dialogo sociale oggi sia lo strumento, il modello che ci può accompagnare a governare la transizione nella gradualità”.

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