Gas. Toscana: Sciopero proclamato da Sigle Unitarie, i lavoratori rischiano di perdere diritti e denari

Firenze, 23 Febbraio 2016

 Giovedì 25 Febbraio scenderanno di nuovo in sciopero i circa 1300 lavoratori delle aziende del gas della Toscana, che rischiano con le gare per l’affidamento del servizio di perdere diritti e (tanti) denari. Con le norme attuali infatti, in caso di subentro di una nuova ditta, risulterebbero neoassunti (perdendo quindi diritti e salario) anche continuando a fare lo stesso lavoro nello stesso luogo e dovrebbero pagarsi (si parla in molti casi di decine di migliaia di euro) la ricongiunzione da Inpdap a Inps dei contributi previdenziali versati in passato, se non vogliono perderli. Lo sciopero di otto ore è stato proclamato unitariamente da Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil in tutta la Regione (divisa in 11 ambiti) e riguarda i lavoratori di 2i Rete Gas, Asa, Estra, Gergas, Gesam, Italgas, Toscana Energia. “E’ assurdo che un lavoratore che non cambia niente del suo lavoro, se non il nome della ditta, sia considerato un neoassunto – dice Massimo Guerranti, segretario regionale della Femca-Cisl - . La legge deve porre rimedio a questo ingiusto paradosso. In alternativa ci deve essere la disponibilità del pubblico che bandisce le gare a risolvere il problema. E’ già avvenuto a Biella e a Perugia, con accordi che riconoscono ai lavoratori adeguate clausole di garanzia. Qui in Toscana invece tutto tace, nonostante le segnalazioni, i presidi, le richieste di incontro, gli scioperi: la politica e le istituzioni della nostra regione fanno orecchie da mercante e le gare si avvicinano sempre più. E non parliamo di ipotesi astratte. A Prato, dove il passaggio da Estra a Toscana Energia è già avvenuto, questo scenario è già realtà.” Lavoratori e sindacati chiedono alle amministrazioni locali di inserire nei bandi di gara le clausole di garanzia per il personale e al Ministero un’interpretazione delle norme più in linea con il rispetto dei diritti dei lavoratori. 

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