Lazio. Cgil, Cisl, Uil di Roma preoccupati per il rischio fallimento dell’Ente Fiera di Roma

Roma, 31 ottobre 2016. "Nei prossimi giorni si consumeranno gli atti, speriamo non finali, che riguardano il futuro della Fiera di Roma, con il rischio concreto che si possa arrivare al fallimento della società. Così in una nota i tre segretari di Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola, di Cisl Roma Capitale Rieti, Paolo Terrinoni e di Uil Roma e Lazio, Alberto Civica. Il 3 novembre prossimo si terrà l’assemblea dei tre azionisti pubblici, comune di Roma, regione Lazio e Camera di Commercio, e se non sarà ricapitalizzata la società sarà decretato il fallimento dell’Ente Fiera condannando Roma a essere l’unica capitale europea a restare priva di una struttura preposta a organizzare eventi che promuovano gli interessi della città e della regione. Sarebbe un evento gravissimo che comporterebbe il licenziamento di tutti i dipendenti della Fiera, scaricando sui lavoratori le colpe di scelte errate che gli amministratori e la politica hanno realizzato negli ultimi anni. Inoltre l’impatto sull’economia della città sarebbe pesantissimo. Infatti gli eventi promossi dalla Fiera hanno ricadute importanti sull’economia della città, sulla promozione turistica, sulla ristorazione e sul sistema alberghiero, per non parlare dei trasporti e del commercio. La ricaduta sugli introiti dell’economia regionale e cittadina comporterebbe un’ulteriore contrazione dell’occupazione dell’indotto stimabile in centinaia di posti di lavoro. Insomma si continuerebbe a spingere la città in direzione di un declino inarrestabile, continuando a perdere tutte le occasioni di rilancio, vedi la scelta di rinunciare alle Olimpiadi. In questo modo si condannerebbe la città a occupare un posto molto basso nella classifica delle città più visitate al mondo. Anche se già oggi la classifica vede la città di Roma, con il suo patrimonio mondiale di cultura e storia, al quattordicesimo posto. Nei prossimi giorni, concludono i tre sindacalisti, vigileremo affinché gli interressi partitici e politici non prevalgano sul buon senso. Le sorti di Roma non possono essere compromesse per ragioni di opportunità politica giocata sulle contrapposizioni legate agli interessi del momento. Ecco perché invitiamo i tre soci pubblici a operar nell’interesse comune e non per opportunità di parte. Il sindacato, comunque, denuncerà la responsabilità di chi si assumerà l’eventuale sciagurata decisione di lasciare fallire l’Ente Fiera, già pesantemente compromesso da scelte politiche sbagliate assunte nell’ultimo periodo. Roma e i suoi cittadini meritano una politica che traguardi gli interessi momentanei di parte e che si preoccupi di rilanciare l’economia e lo sviluppo per garantire lavoro e opportunità ai giovani che sono, oggi, i soggetti che stanno pagando più duramente gli effetti degli errori commessi nella gestione della crisi economica".

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