Toscana.Trasporti: Appello Fit Cisl per riorganizzazione Trenitalia

Firenze, 9 Febbraio 2017. Posti di lavoro e peso nella rete ferroviaria italiana. E’ quello che la Toscana sta progressivamente perdendo nel processo di riorganizzazione di Trenitalia; solo per gli impianti della ‘lunga percorrenza’ sono 90 i posti di lavoro persi tra Firenze e Pisa e altre decine potrebbero perdersi a partire da settembre nei due impianti. A denunciare il grave rischio è la Fit-Cisl Toscana. “Gli impianti ‘Equipaggi DPLH’ di Firenze e Pisa (servizi a lunga percorrenza del servizio universale, Intercity etc) - spiega Franco Fratini, della segreteria regionale Fit - contano complessivamente circa 300 addetti fra macchinisti, capitreno e personale a terra e sono fra i più professionalmente preparati e fra i più giovani del panorama nazionale della Divisione passeggeri lunga percorrenza. Ciò nonostante negli anni passati questi impianti sono stati declassati ed associati alle strutture di altre regioni (Firenze Santa Maria Novella con Roma e Pisa con Genova), diventandone dei presidi satellite.” “Questa impostazione – prosegue Fratini - ha portato, nel tempo, all’esclusione del personale degli impianti toscani dai servizi AV, che invece sono stati assegnati a Milano, Bologna e Roma, svilendo il lavoro e l’occupazione, privandola di prospettive di sviluppo future. Un’operazione che oltretutto ha generato talvolta un aumento dei costi di gestione come nel caso dei servizi di “Riserva Calda AV“ (ovvero i treni sempre pronti a partire in caso di necessità) svolti a Firenze Campo Marte e Firenze Statuto da personale di Roma e Bologna.” “Ora – denuncia il segretario Fit - ci troviamo nuovamente in una fase di riorganizzazione aziendale del segmento di trasporto della ‘lunga percorrenza’ (Freccia Rossa, Freccia Argento, Freccia Bianca) e del Servizio Universale. Con questo ulteriore passaggio, che ha prodotto un segmento ‘AV e Intercity’, in vista della probabile privatizzazione a settembre prossimo (con la quotazione in borsa della società ‘Frecce’), la Toscana perderebbe ulteriormente lavoro e professionalità, diverse decine di posti di lavoro, che sarebbero dirottati da Firenze su Bologna e da Pisa su Genova.” “Oltretutto – conclude Fratini – per quanto riguarda il ‘servizio universale’, va ricordato che è finanziato con stanziamenti pubblici, nazionali e regionali. La Toscana negli anni ha fatto scelte e azioni concrete per il trasporto su ferro e quindi quanto di positivo viene realizzato in Toscana, grazie anche all’assiduo impegno dalle sue istituzioni e dalla sua collettività, deve consentire alla Toscana di avere servizi di qualità e al tempo stesso essere un volano di buona occupazione per il territorio.”

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