Toscana. Slp Cisl e Slc Cgil regionali: “Per Poste Italiane due condanne per comportamento antisindacale”

Firenze, 16 marzo 2017. Poste Italiane è stata condannata due volte, nel giro di pochi giorni, per comportamenti antisindacali tenuti in Toscana, sulla base di esposti presentati dalle organizzazioni sindacali Slp-Cisl e Slc-Cgil. La prima sentenza è stata emessa dal Giudice del Lavoro di Firenze, e riguarda un episodio del 4 Novembre 2016 quando, in occasione dello sciopero nazionale, l’azienda ha obbligato i lavoratori del reparto accettazione grandi clienti a tenere aperto l’ufficio, anche se non era nell’elenco di quelli precettati a fornire i ‘servizi essenziali’ alla cittadinanza. La seconda condanna è stata pronunciata dal Giudice del lavoro di Livorno perché Poste non aveva predisposto in tutti gli uffici le bacheche indispensabili per l’affissione dei comunicati sindacali in azienda. Il Giudice del Lavoro di Firenze ha dato piena ragione alle organizzazioni sindacali, dichiarando antisindacale il comportamento di Poste Italiane Spa, ordinando di convocare le organizzazioni sindacali al fine di sottoscrivere nuovi accordi, in loro tutela, da applicarsi in futuri scioperi e condannando la società a rimborsare tutte le spese del procedimento. Anche a Livorno il Giudice ha condannato la società a provvedere immediatamente all’istallazione delle bacheche al pagamento di tutte le spese processuali. “Denunce analoghe – dicono i segretari regionali di Slp-Cisl e Slc-Cgil, Vito Romaniello e Graziano Benedetti - sono state presentate in tutte le province della Toscana e sono in attesa di giudizio. Queste azioni legali sono la risposta ad un atteggiamento arrogante e provocatorio della più grande azienda di servizi del nostro Paese, che delineano un clima non sereno nei rapporti e nelle relazioni industriali a causa delle continue riorganizzazioni che stanno provocando solo disagi ai lavoratori e disservizi alla cittadinanza, come nel caso del recapito a giorni alterni, e della scellerata scelta di privatizzare totalmente la società che comprometterà inevitabilmente la sua funzione sociale.”

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