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    Furlan: "Innovazione, ricerca, formazione, infrastrutture siano al centro dell'agenda di Governo"

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  • Lavoro. Prosegue il calo delle domande di CigSbarra:

    Lavoro. Prosegue il calo delle domande di Cig
    Sbarra: "Effetto della ripresa e delle minori possibilità di utilizzo. Serve incontro con il Governo su ammortizzatori sociali e politiche attive"

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  • A Salerno l'Assemblea nazionale di Cgil Cisl Uil

    A Salerno l'Assemblea nazionale di Cgil Cisl Uil
    "Parte la battaglia dei sindacati per il diritto ad una sanita’ piu’ efficiente ed universale”

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    Ilva
    Cisl: "Una bella notizia i tanti si’ all’accordo. Ora l’azienda rispetti tutti i punti dell’intesa"

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    Sindacato
    Cisl: "Nessuna fuga degli iscritti. Nel triennio 2015-2017, gli associati Cisl cresciuti di oltre diecimila tra i lavoratori attivi"

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  • Crollo GenovaFurlan:

    Crollo Genova
    Furlan: "Basta polemiche. Bisogna pensare al futuro di Genova e sostenere l’economia della Liguria"

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  • Dal territorio

COMUNICATI STAMPA

Sicurezza. Morti due lavoratori dell’ Archivio di Stato di Arezzo. Furlan: "Un'altra tragedia inaccettabile che addolora ed indigna tutti i lavoratori"

Roma, 20 settembre 2018 - “Profondo cordoglio della Cisl alle famiglie dei due lavoratori pubblici di Arezzo morti sul lavoro... continua

Lavoro. Sbarra: "Riduzione cig effetto della ripresa ma anche delle minori possibilità di utilizzo. Chiesto incontro al Ministro Di Maio su ammortizzatori sociali e politiche attive"

Roma, 20 settembre 2018 - "Continuano a ridursi le ore autorizzate di cassa integrazione, in parte per effetto del miglioramento... continua

Dell’Aringa. Furlan: "E’ una grave perdita per il mondo del lavoro"

18 settembre 2018 - "La scomparsa improvvisa di Carlo Dell’Aringa e’ un fatto che ci addolora molto. E’ una grave... continua

Lavoro. Sbarra: "Segnali positivi ma occupazione più fragile rispetto a 10 anni fa, vanno rafforzati ammortizzatori e politiche attive"

Roma, 18 settembre- "La nota congiunta Ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal, conferma, per il secondo trimestre 2018... continua

Industria. Colombini: "Calo fatturato dovuto a mancanza di fiducia di famiglie ed imprese"

Roma, 18 settembre 2018 - "Il calo del fatturato dell'industria, come rilevato oggi dall'Istat, è dovuto di certo soprattutto alla... continua

Labor TV

Intervento di Annamaria Furlan a RaiNews24 sulla manovra economica

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  • "Conte ci ascolti, meno tasse sul lavoro e le pensioni". Intervista ad Annamaria Furlan, "Il Giornale" del 21 settembre 2018

    furlan2018bis21 settembre 2018. "Lavoratori dipendenti e pensionati, insieme, rappresentano oltre  il 75% del nostro erario. Da tanto tempo che, come Cisl, chiediamo una riforma fiscale amica del lavoro che agevoli le imprese che investono in occupazione e in ricerca. Allo stesso modo, chiediamo un fisco meno pesante sulle buste paga dei lavoratori e sulle pensioni  degli anziani. Credo che la manvora debba dare un segnale chiaro per mettere la crescita al centro: si può fare un progetto per tappe".  E alla domanda sul superamento della legge Fornero  con l'introduzione di quota 100, Furlan risponde "Quota 100 con 62 anni di età pensionabile e 41 anni o 41 e mezzo di contrbuti come secondo canale di uscita è una buona base di partenza che il Governo deve discutere con le parti sociali. Ci sono due aspetti da risolvere: creare una pensione di garanzia per i giovani e garantire un'uscita alle donne, soprattutto del Mezzogiorno, che non riescono ad arrivare a 38 anni di contrbuti". (...) "Mi auguro che si possa aprire un confronto, ma ormai Conte ha superato i tre mesi dall'insediamento e non ha mai incontrato le parti sociali. La Legge di Bilancio sarebbe una buona opportunità".

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Sicilia. Società partecipate, tra una settimana la scadenza della revisione degli organici. Allarme Cisl: riscjhio esuberi

23 Novembre 2017 - A seguito del decreto che ridisegna lo scenario delle società nel portafoglio degli enti, adottato nell’ambito della riforma Madia, in Sicilia come altrove, tra una settimana dovrà essere pronta la “revisione degli organici” per le società partecipate a pubbliche amministrazioni. La Cisl siciliana lancia lallarme sulle conseguenze del provvedimento che, in un contesto in cui il 40% delle società risulta inattivo o in rosso, allontanerebbe la stabilizzazione dei precari. Le società partecipate da pubbliche amministrazioni, entro il 30 novembre dovranno aver completato la revisione degli organici per rilevare gli eventuali esuberi di personale. Il report con la disamina dovrà essere inviato alla Corte dei conti per un verso, agli uffici competenti della Regione, per un altro. A mettere sul chi vive forze sociali e istituzioni, “a cominciare dall’Anci e dal neo-presidente della Regione Nello Musumeci”, la Cisl Sicilia che ricorda che “la novità è arrivata col recente testo unico delle società a partecipazione pubblica”, il decreto legislativo 175/2016, nell’ambito della cosiddetta riforma Madia della pubblica amministrazione. È un vincolo, sottolinea il sindacato, ma “potrebbe tradursi in opportunità se solo si cogliesse l’occasione per una riorganizzazione che combinasse utilità sociale, convenienza economica e sostenibilità finanziaria senza però ignorare l’impatto sul mondo del lavoro e sulla società”. Per questo, afferma il segretario generale regionale Mimmo Milazzo, “c’è bisogno di partire al più presto con un dialogo sociale franco e aperto tra sindacati, Regione ed enti locali”. Tato più che quasi il 40% del totale delle società partecipate (345), per la precisione 145, risulta inattivo o in rosso con un rischio occupazione che incombe direttamente su 4500 addetti.

Scenari inusuali con scadenze-mannaia. Ma ad aprire “scenari inusuali e non proprio rassicuranti, a cominciare dal fronte dei precari”, sono altre due scadenze richiamate dalla Cisl, che al futuro delle Partecipate ha dedicato un focus, a Palermo, con la partecipazione del segretario confederale Andrea Cuccello; di Nicola Tonveronachi, ceo del Centro studi enti locali di San Miniato, Pisa; e di Riccardo Compagnino, esperto di contabilità pubblica e consulente del sindacato. Le due scadenze-mannaia che pesano sul microcosmo delle Partecipate, sono quelle del 30 settembre entro il quale gli enti locali avrebbero dovuto chiudere il bilancio consolidato e realizzare la cosiddetta revisione straordinaria delle partecipazioni. Due adempimenti, sottolinea la Cisl, imposti anch’essi dal decreto legislativo 175. Che rimandano a una sorta di rivoluzione copernicana del rapporto tra pubblica amministrazione e società. E che risultano fin qui ignorati da buona parte degli enti pubblici dell’Isola.

Bilancio consolidato e revisione straordinaria. Quanto al bilancio consolidato, che obbliga le istituzioni locali a comportarsi come holding con un unico bilancio di gruppo, certificato, “quest’anno – spiega Tonveronachi – è stato previsto in via straordinaria per i Comuni sopra i cinquemila abitanti. Dal 2018 sarà obbligatorio per tutti, piccoli Comuni compresi”. E anche il monitoraggio delle partecipazioni, per verificare quali dismettere e quali no, “quest’anno è stato disposto in via straordinaria entro settembre, dal 2018 sarà obbligatorio entro ogni 31 dicembre”.

Comuni inadempienti e allarme precari. Ora, denuncia la Cisl, il punto è che le pubbliche amministrazioni che non hanno ancora approvato il consolidato come richiesto dalla riforma, “non potranno stabilizzare i precari che impiegano”. Un rischio che allarma così come quello legato alla revisione degli organici. E la preoccupazione monta tanto più in quanto “gli unici dati al momento noti – segnala Milazzo – sono quelli di fonte Anci secondo cui in Sicilia, finora, 184 Comuni non hanno deliberato il preventivo 2017-2019 e ben 264 non hanno neppure varato il consuntivo 2016”. “Ma se manca il consuntivo – si chiede il sindacato – come si fa a fare un consolidato?”. Come dire che il tema dei precari, stando così le cose, non può neanche essere messo all’ordine del giorno.

L’ombra di mille incognite. Insomma, sulla finanza pubblica dell’Isola si addensa l’ombra di mille incognite. Oltretutto perché, con le parole di Compagnino, “la Sicilia è la regione che dal 2012 al 2016 ha subito il taglio più cospicuo di trasferimenti finanziari dallo Stato”. È anche per questo che il Pil, in quegli anni, è crollato del 14 per cento. Risorse sottratte al circuito dell’economia come quelle relative all’Irpef: 30 miliardi 538 milioni che lo Stato non ha versato nelle casse della Sicilia nel decennio 2003-2014. Così, è per evitare l’ulteriore avvitamento che sarebbe ora il caso, sottolinea l’esperto, che il governo nuovo di zecca “sollecitasse i Comuni ad ottemperare alle disposizioni di legge”.

Lavoratori al centro. Nello scenario che si apre, per la Cisl il tema al centro di ogni cosa sarà comunque “il destino dei lavoratori”. “Presteremo la massima attenzione – ripete Cuccello – anche perché l’articolo 28 del decreto 175 impedisce la mobilità di eventuali lavoratori in esubero, tra Partecipate”. E questo per il sindacato è motivo di grande preoccupazione. I lavoratori non possono essere l’ultima delle priorità. Né “la cenerentola che paga per tutti”.
Umberto Ginestra

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