Calabria. Subito il contratto per dipendenti provenienti dall’ex bacino LSU/LPU

Lamezia Terme, 29 dicembre 2017.  La Cisl e la Fp Cisl calabresi auspicano una risoluzione in tempi brevi della vertenza dei lavoratori ex Lsu-Lpu assunti a tempo determinato presso la Regione Calabria, gli Enti strumentali della Regione e tutti i Comuni della Calabria. In una nota unitaria, il  Segretario Generale della Cisl regionale, Paolo Tramonti, e la Segretaria Generale CISL FP Calabria, Luciana Giordano, sottolinenano come "a ormai solo due giorni dallo scadere dei contratti di lavoro di oltre 4.600 lavoratori che da più di 12 anni prestano la loro attività lavorativa presso gli Enti Locali di tutta la Calabria ed ancora si arzigogola sull’interpretazione delle inequivocabili possibilità offerte dall’intero impianto normativo vigente di prorogare i contratti di lavoro dei precari, già LSU/LPU e di avviare le procedure di stabilizzazione in quegli Enti che si trovano nelle condizioni delineate dal D. Lgs. n. 75/2017, attuativo della Legge Madia, dalla Circolare interpretativa n. 3/17 del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e, prima ancora, dalla  legge n. 147/2013.

Stabilizzazioni che potranno essere realizzate nel triennio 2018-2020 mettendo a frutto tutte le novità legislative introdotte in materia ma che, al contrario, sembrano frenare il vertice politico e amministrativo di alcune Amministrazioni che continuano ad “azzeccagarbugliare” sulla portata normativa di alcune disposizioni legislative piuttosto che impegnarsi fin da subito per garantire la prosecuzione del rapporto di lavoro a quelle professionalità che da tempo contribuiscono ad assicurare alle Comunità locali l’erogazione di servizi fondamentali ed il funzionamento della macchina amministrativa.

Non sono state sufficienti le disposizioni contenute nella legge di bilancio 2018 ed i relativi stanziamenti, ne quelli previsti nel Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2018 -2020 e nella Legge di stabilità regionale 2018, per convincere che il rapporto di lavoro dei precari della Pubblica Amministrazione calabrese, in scadenza al 31 dicembre 2017, può (dal punto di vista normativo) e deve (dal punto di vista sociale) essere prorogato fino al 31 dicembre 2018. Sono state necessarie due ulteriori Circolari esplicative del Dipartimento Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali della Regione Calabria per scandire, ulteriormente, la proroga dei termini fino a tutto il 2018. Ed ancora si riscontra qualche sacca di resistenza!

La CISL e la CISL FP Calabria ritengono incomprensibile tale atteggiamento ed esortano, come già fatto in più occasioni, i Sindaci, l’ANCI Calabria, il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, il Presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, i vertici degli Enti strumentali della Regione Calabria ad unirsi, semmai, in un’azione sinergica e costruttiva, assieme alla Parti sociali, finalizzata ad ottenere dal Governo nazionale la storicizzazione delle risorse necessarie alla stabilizzazione di questi lavoratori, che hanno diritto di vedersi riconosciuto un percorso professionale caratterizzato da tanto impegno ma anche da tante  incertezze e mortificazioni.

Lavoratori, fino ad oggi, senza tutele e senza futuro, che hanno finalmente la possibilità di uscire da questa condizione di “lavoro nero ufficializzato”.

Tutte le parti in gioco hanno precise responsabilità e devono interagire per liberare la Calabria da questa   grave e consistente espressione di precariato.

Si inizi con la stabilizzazione, come già annunciato dallo stesso Governatore, dei precari in servizio presso la Giunta regionale e si prosegua, poi, con la stabilizzazione dei precari di Azienda Calabria Verde, dell’ARPACAL e di tutti quegli Enti che si trovano nelle condizioni previste dalla legge.

Si attivi subito presso il Dipartimento Lavoro della Regione Calabria un tavolo con l’ANCI Calabria e le Parti Sociali per verificare la situazione finanziaria e quella relativa al fabbisogno triennale di personale dei Comuni calabresi e si mettano in campo tutte le iniziative per ottenere le deroghe necessarie a superare la stringente normativa che impone vincoli di ogni sorta al reclutamento di personale nella Pubblica Amministrazione, laddove ci sono ostacoli alla stabilizzazione.

Si inizi, soprattutto con la stabilizzazione dei 72 lavoratori a tempo determinato in servizio presso i Centri per l’impiego di Reggio Calabria e Crotone, assunti con contratto di lavoro part-time al 50%, che vantano tutti i requisiti e le condizioni prescritte dalla legge Madia per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, rispetto ai quali non ci sono più attenuanti sia per la mancata stabilizzazione che per la contestuale integrazione oraria.

La CISL è pronta al confronto per offrire il proprio contributo nella direzione di portare finalmente a termine un percorso virtuoso per i lavoratori e per la stessa Regione Calabria.

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