Emilia Romagna, 3 marzo 2018 - Dati Inail infortuni sul lavoro: in aumento soprattutto tra le donne

Reggio Emilia, 3 Marzo 2018 - L a Cisl Emilia centrale ha rielaborato i dati Inail relativi agli infortuni e le morti bianche negli ultimi anni appena trascorsi in tutta la provincia di Reggio Emilia, che attestano un  aumenti degli infortuni sul lavoro soprattutto tra le donne e nella provincia di Reggio Emilia centoquaranta casi in più tra il 2016 e 2017

 “La ripresa economica, palpabile anche nel nostro territorio, è un dato certamente positivo, ma non è altrettanto accettabile che siano in constante aumento gli infortuni sul lavoro”. E’ il commenta di Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale – dopo che la Cisl ha rielaborato i dati Inail riguardanti gli infortuni e le morti bianche negli ultimi anni appena trascorsi in tutta la provincia di Reggio Emilia.

Nel 2017 le denunce d’infortuni nel reggiano sono state in totale 10.950, di cui 11 mortali. Per quanto siano calati gli infortuni mortali – ma su questo c’è un forte fattore di casualità -, c’è un aumento tendenziale in negativo con 140 casi in più rispetto ai 10.810 registrati nel 2016 e di cui 18 mortali. La maggior parte di questi infortuni, inoltre, riguardano dipendenti maschi tra i trenta e cinquantanove anni. Nel 2016 erano rimasti coinvolti 7.472 lavoratori in questa fascia d’età e in 12 avevano perso la vita. Numero lievemente diminuito l’anno seguente con 7.438 persone coinvolte in incidenti, di cui 5 mortali.
In crescita gli infortuni che hanno riguardato donne lavoratrici: nel 2017 sono stati registrati ben 142 casi in più. A fronte dei 3.366 episodi denunciati nell’anno 2016, sono stati 3.508 quelli del 2017. Il dato degli infortuni delle lavoratrici è purtroppo un dato in aumento costante.

La maggior parte dei lavoratori infortunati sul territorio sono italiani. Nel 2017 sono stati 8.672 i connazionali protagonisti di incidenti e 2.278 gli stranieri. Nel 2016, invece, erano stati 8.492 gli italiani e 2.318 gli stranieri. Tra coloro che hanno meno di trent’anni gli infortuni denunciati sono stati 2.647 nel 2016 e 2.825 nel 2017. Diminuiti gli episodi che hanno riguardato gli over 60: nel 2017 sono stati 687 rispetto ai 691 del 2016. Sono in costante aumento le malattie professionali sugli ultrasessantenni e questo è legato al prolungamento della permanenza sul posto di lavoro, determinato dalla riforma Fornero: con l’avanzamento della età dei lavoratori aumenta la possibilità di contrarre una malattia professionale.
Dalla Cisl ricordano che con il nuovo regolamento Inail approvato nel 2016 sono state definite nuove norme per la conservazione del posto di lavoro per i lavoratori che, a seguito di una malattia professionale, presentino una riduzione della capacità lavorativa. In questo caso è previsto che l’azienda debba mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili per la continuità occupazionale, attraverso un contributo Inail per l’adeguamento della postazione lavorativa che può arrivare sino a 150.000 euro. In caso contrario è possibile fare opposizione ad eventuali licenziamenti. In tutti i casi, pur dando un giudizio positivo sull’intervento dell’istituto, la priorità assoluta deve concentrarsi sulla “Prevenzione e attenzione alla sicurezza che devono essere al centro della vita lavorativa di ogni cittadino - continua Chiatto -. Lavorare è un diritto e lavorare in sicurezza deve essere sempre più considerato un investimento da parte delle aziende. Purtroppo i dati che ci consegna la Regione vedono, invece, un calo degli Ispettori Spsal che passano da 344 dl 2016 a 312 del 2017 ed un conseguente calo di visite effettuate dal 2014 al 2016 del -7,5%. A ciò si aggiunge un aumento dei ricorsi sul giudizio di inidoneità, legato appunto all’invecchiamento al lavoro”.

Un richiamo al problema era stato fatto anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro lo scorso ottobre. “Purtroppo – conclude il segretario Chiatto - l’aumento degli infortuni nel reggiano è tra i più consistenti di quelli capitati sia a livello regionale che nazionale, con un dato negativo che non si registrava da circa 5 anni. Dal 2012, infatti, le denunce per infortuni erano calate di quasi il 20%. I settori più colpiti restano quello dell’industria dei servizi e della fabbricazione di materiali. Sono numeri che ci devono far riflettere: occorre un intervento più capillare e sinergico tra i vari enti ispettivi; ad esso si aggiunge l’intervento che continuiamo a fare come parti sociali attraverso la rete dei rappresentanti alla sicurezza e per la consultazione sulla sicurezza, nei settori e nelle aziende più a rischio. Non è possibile abbassare la guardia perché l’obbiettivo del territorio è di far crescere l’occupazione, ma di pari passo deve crescere la cultura e la presenza della sicurezza delle persone”.

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