Lavoro. Sbarra: "No a interruzione blocco licenziamenti, si rischia dramma sociale e avvitamento"

Roma, 15 ottobre 2020- “Sono sbaliate e preoccupanti le parole del ministro Patuanelli sull’ipotesi di interrompere in ogni caso il blocco dei licenziamenti entro fine anno. Una prospettiva che la CISL ritiene assolutamente inaccettabile. L’emergenza sanitaria, economica e sociale continua a colpire duramente tutti i settori produttivi del paese. Procedere in questo modo significherebbe aggravare ulteriormente le condizioni di tantissime persone e famiglie, con ripercussioni esiziali anche sulla domanda interna”.

Lo afferma Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto CISL. “La rete di protezione sui licenziamenti – aggiunge - deve essere confermata ed andare di pari passo con la ripresa economica, il sostegno alle imprese, sin quando l’emergenza Covid non sarà superata e fino a quando non ci sarà stata la ripartenza degli investimenti, insieme ad una riforma degli ammortizzatori sociali nel segno della semplificazione e della universalità. In un anno, nonostante il blocco, abbiamo già perso 425mila posti di lavoro, un numero impressionante, concentrato in particolare sulle fasce più deboli, giovani e precari e dovuto in gran parte a scadenze di rapporti a termine ed a fine di attività autonome. Bisogna impegnarsi a recuperare ogni posto di lavoro, e non accendere altri focolai di disperazione, rischiando, in questo modo, anche l’avvitamento economico. Dobbiamo stringere le maglie della solidarietà, sapendo che senza giustizia sociale non potrà mai esserci vera crescita”.

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