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Intesa San Paolo. Colombani (First Cisl): “Preoccupa revoca mandato a Abi, contratto nazionale fondamentale per coesione sociale”

Pubblicato il 6 Mar, 2023

“La revoca da parte di Intesa Sanpaolo del mandato sindacale ad Abi è un fatto preoccupante e inedito. Le banche italiane hanno modelli di business ed organizzativi diversi, sono in competizione tra loro, ma sono consapevoli di costituire un sistema che deve assumersi la responsabilità di guidare questa fase cruciale di trasformazione del nostro Paese. Il contratto nazionale è lo strumento che consente di gestire le diversità e al contempo l’appartenenza al sistema bancario. Il contratto nazionale è garanzia di giustizia e di coesione sociale”. Lo ha dichiarato il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani nel corso del Consiglio generale di First Cisl Friuli Venezia Giulia.

“Le lavoratrici e i lavoratori, dopo aver sorretto le banche, prima nella fase della crisi di fiducia dei risparmiatori, poi nella fase pandemica, sono stati e continueranno ad essere determinanti per i risultati economici strabilianti già raggiunti e che si prevedono in ulteriore incremento – ha proseguito Colombani. Non possiamo accettare rialzi milionari dei compensi di top manager e la distribuzione di miliardi di euro agli azionisti, tra dividendi e buy back, in assenza di significativi aumenti dei salari”.

“Le pressioni commerciali sono dannose per chi lavora e disfunzionali agli interessi dei risparmiatori e del Paese. Salari, benessere lavorativo, stop alla riduzione dei livelli occupazionali, partecipazione alla gestione delle imprese sono gli obiettivi da raggiungere”.

“Intesa Sanpaolo ha dimostrato nel tempo attenzione alla necessaria coesione del settore. Ora – ha aggiunto il segretario generale di First Cisl – non può smentire la sua storia. Deve mettere al centro gli interessi e le tutele dei lavoratori firmando il rinnovo del prossimo contratto nazionale. Abi, con l’invito permanente rivolto a Intesa Sanpaolo a partecipare alle trattative, ha colto la delicatezza di questa fase. Deve ora lavorare per ricostruire la coesione con le associate. Noi siamo pronti ad affrontare le sfide che ci attendono con la massima determinazione. Siamo pronti a gestire le trasformazioni e i cambiamenti. Per questo è necessario alimentare uno spirito realmente partecipativo alla gestione delle imprese, che si realizzi attraverso le organizzazioni sindacali. I lavoratori – ha concluso Colombani – si attendono molto dal prossimo contratto nazionale. Le banche non devono tradire tali aspettative, altrimenti saranno responsabili di aver danneggiato irreparabilmente un sistema di relazioni sindacali che è stato in grado di coniugare, ad esempio con il Fondo di solidarietà, innovazione e coesione sociale”.

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