Fisco. Cisl: "I dati diffusi dal Ministero dell’Economia sulle dichiarazioni dei redditi per il 2016 confermano l'urgenza di una riforma"

finanzeRoma, 29 marzo -"I dati diffusi dal Ministero dell’Economia sulle dichiarazioni dei redditi per il 2016 confermano che è sempre più urgente una riforma fiscale che redistribuisca le risorse a favore di lavoratori, famiglie e pensionati". Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, commentando i dati diffusi dal MEF.

"I dati, infatti, confermano – come ormai da anni – continua Ganga- una struttura del reddito (e quindi sociale) sostanzialmente invariata. L’aspetto maggiormente rilevante è lo schiacciamento verso i bassi redditi che una timida ripresa non ha modificato. Il 45% dei contribuenti, infatti, ha un reddito compreso entro i 15mila euro annui e poiché l’Irpef è pagata in larga misura dai lavoratori e dai pensionati questo ci restituisce l’immagine di un paese dove il lavoro in moltissime situazioni non garantisce una dignità di vita. Questo è tanto più vero al sud che non al nord: il reddito medio della Calabria, infatti, è pari a 14.950 euro mentre all’altro lato della scala troviamo la Lombardia con un reddito medio di 24.750 euro. Alla polarizzazione dei redditi, quindi, si accompagna una fortissima differenziazione territoriale tra il nord e il sud del paese. I dati quindi fotografano una volta di più il vero nodo economico e sociale del nostro Paese. Non sfugge, peraltro, come la situazione sia molto diversa per le famiglie monoreddito rispetto alle bireddito. Altro aspetto rilevante è che una quota del 50% dei contribuenti ha redditi compresi tra i 15 e i 50mila euro ma – soprattutto- che il 95% si colloca entro questa soglia di reddito lordo.

Oltre il 50 mila ero si trova il 5,3% dei contribuenti che paga quasi il 40% dell’Irpef complessiva. Da una prima osservazione dei dati emerge con chiarezza come negli anni sia mancata una politica dei redditi e questo si riflette in una massa di circa 16 milioni di persone a basso e bassissimo reddito. L’Irpef è l’asse portante del nostro sistema fiscale e sono in larga misura lavoratori e pensionati a sostenerlo: l’eventuale riforma fiscale (che noi auspichiamo) deve partire da qui, non attraverso facili scorciatoie, ma intraprendendo la strada di una revisione ragionata che mantenga integro il criterio di progressività. Sono queste le direttrici da cui ripartire sul tema fisco con una particolare attenzione all’effetto di bonus e agevolazioni sul reddito complessivo. Trattasi di indicatori che confermano la necessità di un fisco maggiormente amico dei lavoratori e dei pensionati - conclude Ganga- che rimanda a un’idea di società più giusta, dove l’equità del sistema, l’alleggerimento della pressione tributaria, la semplificazione e il recupero dell’evasione, insieme alla citata progressività del regime impositivo, continueranno a essere il paradigma delle proposte sindacali".

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