Puglia. Cisl Foggia, solo il lavoro libera veramente le donne da ogni schiavitù

Foggia, 24 novembre 2015 - “Il decennale della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è un occasione unica per riflettere sulla condizione femminile in ogni parte del mondo. Con la rafforzata convinzione che solo il lavoro libera veramente le donne da ogni schiavitù, rendendole più forti di fronte agli abusi ed alle violenze di ogni tipo”. E’ quanto afferma la Cisl di Foggia, che aderisce e promuove la partecipazione alla Giornata internazionale per la eliminazione della violenza sulle donne istituita dall’anno 2005.

Quest’anno il segretario territoriale della UST CISL, Carla Costantino, interverrà alla manifestazione che si terrà nella mattinata del 25 novembre nel Comune di Orta Nova con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale (ore 10 partenza del corteo dalla Villa Comunale; ore 10,30 manifestazione in Piazza Pietro Nenni). “Anche in base alla nostra esperienza sul campo, siamo sempre più convinti – sottolinea la responsabile della CISL - che il lavoro rappresenta la più valida ancora di salvezza per le donne in ogni parte del mondo e di fronte ad ogni possibile ingiustizia. Per queste ragioni, è fondamentale in questa giornata rilanciare il tema dell’occupazione femminile che resta una conquista fondamentale per il complessivo progresso civile e democratico”.

Da sempre la Cisl è impegnata a dare voce, rappresentanza e tutela alle donne, con “l'obiettivo di promuovere, sostenere e consolidare politiche attive di cittadinanza e inclusione sociale e lavorativa e salvaguardare le lavoratrici da eventi discriminatori, attraverso l’affermazione del principio di pari opportunità e rimuovendo gli ostacoli che, di fatto, ne impediscono la realizzazione”. L'impegno della Cisl a tutti i livelli, a partire dai luoghi di lavoro, è quello di “favorire l'occupazione eliminando le disparità nell'accesso al lavoro e nello sviluppo delle carriere, garantendo il superamento delle condizioni negative che determinano ineguaglianza tra i lavoratori, percorsi di inserimento professionali dedicati alle donne e promuovere politiche di democrazia partecipativa per eludere rischi di esclusione sociale. Allo stesso modo è fondamentale – rileva Carla Costantino - migliorare i sistemi di protezione sociale per diminuire il rischio di povertà e di emarginazione femminile”.

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