Sardegna. La crisi non si risolve a colpi di addizionale IRPEF

15 dicembre 2015. La Cisl Sarda esprime grande preoccupazione per come le forze politiche, nell'azione di Governo e nel dibattito in corso, affrontano la grave situazione sociale ed economica della Sardegna. Per tale ragione la Cisl sarda ribadisce alla Giunta regionale, in questi giorni impegnata nella stesura della Finanziaria 2016, che l’obiettivo del pareggio di bilancio dovrà essere sostenuto da una necessaria ricerca di equità sociale che al momento si fa fatica ad intravvedere nelle misure annunciate alle OO.SS.. La Cisl sarda ribadisce la propria contrarietà e rigetta l'ipotesi di rivisitazione dell'addizionale Irpef a carico della comunità regionale. Senza un immediato cambio di rotta nella politica economica, sociale e fiscale da parte della Regione, La Cisl è pronta alle forme più decise di mobilitazione, sollecitate in modo sempre più forte dalle categorie e dai territori. La Sardegna è ancora in difficoltà per un deficit di produzione e di esportazioni, con conseguenze negative sull'occupazione non compensate da un impianto di tutele utile a stemperare l'attuale situazione. La disoccupazione, nonostante qualche minisegnale di ripresa spinto dal lavoro stagionale, sta determinando una vera emergenza sociale, che richiede urgenti politiche di rilancio in tutti i settori produttivi e anche concrete misure a tutela dell’occupazione e degli effetti della crisi. L’annunciato dalla Giunta pesante intervento diretto sul reddito dei cittadini non è non compatibile con l'attuale situazione economica e sociale della Sardegna. La CISL sarda, a tale proposito, invita la Regione a individuare formule alternative, intervenendo sulla pubblica spesa non caratterizzata da connotati di produttività né da verificate e reali finalità sociali: cioè spese improduttive e sprechi, eliminando esternalizzazioni e consulenze che nell’Isola hanno accresciuto esponenzialmente la spesa, spesso senza comprovata corrispondenza di miglioramenti dei servizi ai cittadini e alle imprese.

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.