Finanze Sardegna. Cisl alla Commissione Bilancio: “ Sempre attuale e urgente un Job- Act “Quattro mori”

Cagliari, 2 febbraio 2016. La Cisl, questo pomeriggio, durante l’audizione con la Commissione Finanze del Consiglio regionale, ha chiesto che nella Finanziaria 2016 siano individuate apposite risorse da destinare a un intervento straordinario per il lavoro- un “Job Act targato quattro mori” - con una spesa che produca effetti immediati, con progetti di politica attiva del lavoro e di qualificazione e riqualificazione delle risorse umane, condivisi con le parti sociali ed economiche come prevede il regolamento dell’UE. Proprio nello spirito della “programmazione unitaria” proclamato dalla Giunta regionale, è necessario un coinvolgimento più adeguato delle rappresentanze sociali ed economiche che storicamente operano in Sardegna e apportano continui contributi alle tematiche dello sviluppo dell’isola. La delegazione della Cisl regionale, guidata dal segretario generale Oriana Putzolu, ha evidenziato la costante diminuzione nei bilanci regionali delle spese per investimenti che non possono essere totalmente sostituite dai fondi comunitari e nazionali, che rischiano di assumere il carattere dell’ordinarietà e di perdere la funzione di massa finanziaria finalizzata a intervenire in maniera aggiuntiva rispetto alle risorse ordinarie. Il sindacato ha confermato la contrarietà a qualsiasi aumento delle tasse regionali, nonostante siano stati introdotti nel provvedimento nella legge approvata il 23 dicembre scorso meccanismi di progressività secondo la richiesta Cisl, per tutelare le fasce più deboli. Il sindacato di via Ancona ha chiesto 1) che nella manovra di bilancio il lavoro e le politiche per l’occupazione rimangano centrali, anche alla luce della fortissima riduzione dei fondi comunitari del FSE ( 444 di milioni di euro per il settennio 2014-220 contro 700 milioni della programmazione 2007-2013); 2) interventi su politiche attive per il lavoro, formazione professionale per la costruzione di in sistema di competenze vicine ai fabbisogni delle imprese; 3) assegnazione di non eccessive risorse comunitarie agli strumenti di ingegneria finanziaria: negli ultimi anni 70 milioni al microcredito contro uno stanziamento nazionale di 30 milioni per uno strumento analogo; 4) potenziamento e monitoraggio delle politiche sociali. La Cisl ha anche chiesto al Consiglio alcune riforme urgenti: a) un ddl sulla semplificazione amministrativa, b) riforma dei servizi per l’impiego, c) tempi di cantierabilità delle opere infrastrutturali con l’eventuale adozione di interventi anche straordinari per rimuovere gli ostacoli che rallentano l’apertura dei cantieri. Ufficio Stampa Sardegna

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