Star. Cgil, Cisl, Uil della Brianza: vertenza in salita. Rotte le trattative con Assolombarda

Milano, 12 febbraio 2016. La vertenza Star parte in salita. Dopo l’annuncio di 65 esuberi nell’azienda alimentare, Cgil, Cisl e Uil della Brianza hanno rotto le relazioni con Assolombarda. Le segreterie sindacali hanno inviato alla controparte imprenditoriale una lettera di disdetta degli incontri che si sarebbero dovuti tenere nei prossimi giorni. “Ciò che ci ha irritato di questa vicenda - spiega Marco Viganò, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco - è anzitutto il modo irrituale con il quale ci hanno comunicato il piano industriale. Ieri, mentre i nostri sindacalisti erano stati convocati a Monza per spiegare le modalità del piano, il direttore dello stabilimento Agrate Brianza comunicava direttamente ai lavoratori le decisioni dell’azienda. Si è così cercato di rompere il legame tra lavoratori e sindacati”. Ciò che ha ulteriormente aggravato la situazione, già tesa, è stata la presenza delle forze dell’ordine fuori dalla sede dell’Assolombarda. “Eravamo una decina tra membri delle segreterie degli alimentaristi di Cgil, Cisl e Uil territoriali e delegati sindacali – spiega Vincenzo Nisi della segreteria Fai Cisl Monza Brianza Lecco - tutte persone pacifiche e conosciute per la loro attività. Eppure ci siamo trovati davanti una pattuglia di vigili urbani, una dei carabinieri e alcuni agenti della Digos. Non sappiamo chi li abbia chiamati, ma sappiamo che erano lì perché si temevano incidenti legati alla vertenza Star. Ma quali incidenti? E poi perché chiamare le forze dell’ordine? Solitamente siamo noi che, quando organizziamo cortei o scioperi, avvertiamo la polizia o i carabinieri. Ma lo facciamo per evitare problemi di viabilità e non per possibili incidenti. Che mai ci sono stati”. L’azienda ha comunicato un piano di investimenti di 25 milioni di euro che serviranno fondamentalmente a compattare i reparti che nello stabilimento di Agrate Brianza attualmente sono sparsi su un’area di 22mila metri quadrati. «Questi investimenti - continua Nisi - non servono ad aumentare i volumi produttivi, ma solo a razionalizzare gli spazi, che sono, per l'azienda, l'elemento più appetibile dal punto di vista finanziario. Ormai ad Agrate si producono solo dadi, sughi, pesto e infusi. Tutto il resto viene prodotto all’estero. Esempi? I noodles che vanno molto fra i giovani sono prodotti in Spagna. Il dado duo è fatto in Polonia. La beffa è che dicono a noi italiani che il dado lo abbiamo inventato che non abbiamo più le tecnologie per farlo. Per forza, la Star non investe più qui in Italia». Il sindacato ha chiesto la convocazione di un tavolo negoziale al ministero delle Attività produttive. Nel frattempo mercoledì prossimo organizzerà un presidio al mercato di Agrate e poi un’assemblea pubblica in spazi comunali. Sulla vertenza ha preso posizione anche l'attivo unitario dei delegati del settore alimentare della Lombardia, riuniti a Milano per il rinnovo del contratto nazionale. Nell'ordine del giorno approvato manifestano una forte opposizione alla scelta del Gruppo G.B Foods per l'ulteriore decisione di licenziare lavoratrici e lavoratori della Star di Agrate Brianza. “Scelta gravissima - scrivono - che conferma il forte disimpegno industriale verso il marchio Star e le produzioni italiane. Una decisione senza nessun rispetto verso gli impegni assunti con le organizzazioni sindacali, le Rsu e i lavoratori al tavolo del Ministero dello Sviluppo”. “Il piano di investimento che chiede 65 licenziamenti come condizione ad un futuro lavoro peggiorando la contrattazione aziendale è per noi inaccettabile – proseguono -. Fai, Flai e Uila insieme a tutte le Rsu della Lombardia oltre alla denuncia di quanto sta accadendo manifestano la nostra impegnata solidarietà verso i lavoratori della Star per affrontare con loro tutte le iniziative necessarie per invertire le posizioni assunte dal Gruppo G.b. Foods”.

Ufficio Stampa Cisl Lombardia

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