Abruzzo. Crollano le assunzioni, sembra esaurirsi la grande spinta innescata dalla riforma del mercato del lavoro

30 marzo 2016. Crollano le assunzioni, a termine ed a tempo indeterminato, e solo la contemporanea marcata flessione dei licenziamenti consente di ottenere un nuovo saldo positivo. Il fenomeno è nazionale, e trova una spiegazione nel grandissimo numero di assunzioni effettuato a dicembre, alla scadenza del beneficio contributivo, totale e triennale, previsto dal Jobs act. Sembra dunque esaurirsi la grande spinta innescata dalla riforma del mercato del lavoro. “Ma è presto per fare previsioni – dichiara Spina – perché l’effetto delle incentivazioni è destinato a durare, anche se da quest’anno entrano in vigore nuovi sgravi, parziali e limitati a soli 2 anni. La realtà è che il mercato del lavoro abruzzese rimane debole. Perdono addetti il commercio, il turismo, i servizi, il settore edile, rimane stabile l’industria, cresce l’agricoltura”. Oggi la CISL ha denunciato, durante il Comitato Esecutivo alla presenza del Segretario Nazionale, Giovanna Ventura, che i senza lavoro sono quasi 70 mila, praticamente raddoppiati durante il periodo di recessione. Preoccupa, in particolare, il tasso di attività (le persone che lavorano, sommate a quelle che non hanno lavoro, ma lo cercano) che resta vicino ai livelli pre-crisi, ma si allontana sensibilmente dalla media nazionale, a conferma di una incapacità della nostra Regione ad avviarsi verso la ripresa produttiva. Eppure l’Abruzzo ha recuperato parte del suo ritardo. Nell’anno appena passato l’Osservatorio Inps traccia un andamento particolarmente vivace del nostro mercato del lavoro: la crescita delle assunzioni a tempo indeterminato non è stata straordinaria, ma il contemporaneo crollo dei licenziamenti ha lasciato un saldo positivo nettamente superiore alla media nazionale. Ovviamente, i nuovi posti stabili sono frutto anche delle trasformazioni di pre-esistenti contratti di apprendistato o a tempo determinato, ma si tratta di 2 casi su 10, una percentuale sensibilmente inferiore a quella nazionale. Negli ultimi 2 anni è esploso il fenomeno dei voucher anche in Abruzzo. I buoni lavoro hanno incontrato il favore di molte imprese, soprattutto nel commercio, nel turismo e nei servizi. Il numero è praticamente raddoppiato nel 2015 e il dato di gennaio lascia prevedere un’enorme crescita della diffusione anche nel 2016. “E’ probabile che il successo dei buoni sia in parte da attribuire alla facilità ed alla semplicità di impiego,- continua Spina - ed è per questo necessario monitorarne l’applicazione per evitare che possano trasformarsi in un precario surrogato di contratti più stabili, ma è innegabile che rappresentino un indicatore importante della dinamicità del mercato del lavoro”. Resta sempre difficile la condizione dei giovani. “Uno dei grandi problemi del nostro Abruzzo è sicuramente la disoccupazione giovanile (15-29anni), un male non solo economico ma anche psicologico e culturale per la nostra società”. Nel 2015 continua ad aumentare il tasso di disoccupazione, ma cresce soprattutto il numero dei giovani che non lavorano, non sono iscritti ad una scuola o all’'università e nemmeno seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale. Garanzia giovani sembra non aver prodotti effetti, e tuttavia riteniamo che sia questa la strada da seguire con coerenza e determinazione. “La legge Fornero deve essere cambiata ed è necessario introdurre il principio della flessibilità in uscita in tempi stretti: saremo in piazza, sabato 2 aprile, per la mobilitazione unitaria, - ha ricordato nel suo intervento il Segretario Nazionale, Giovanna Ventura. Con le manifestazioni territoriali da nord a sud rilanceremo la piattaforma unitaria con la quale si chiede di cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani, tutelare le pensioni in essere, rafforzare la previdenza complementare. La vertenza pensioni continuerà fino a quando il governo non avvierà un confronto con i sindacati perché vogliamo che siano garantite pensioni dignitose per i nostri giovani, per i lavoratori precari e discontinui”. “Con una ripresa timida ed incerta, trainata dalla sola crescita delle esportazioni, sarà difficile far sviluppare un’occupazione stabile e duratura. Far ripartire i consumi è indispensabile ed urgente, ma la politica del Governo Nazionale deve essere accompagnata da una Regione dinamica. È’ arrivato il tempo che in Abruzzo si firmi un Patto per lo Sviluppo, in grado di ridare fiducia all’economia, mettendo in campo tutte le risorse disponibili a partire dal MasterPlan, dai fondi Europei, da quelli per la Coesione. C’è bisogno di una forte volontà comune di mettersi in gioco. La Cisl è pronta. - conclude Spina.

Ufficio stampa Abruzzo-Molise

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