Basilicata. Agenzia agro-forestale, per la Cisl è un'occasione da non sprecare

Potenza, 6 giugno 2016 - "La proposta di statuto della costituenda Agenzia Regionale Forestale è una buona base di discussione e a parere della Cisl e della Fai Cisl di Basilicata può e deve essere ulteriormente migliorata nel corso del suo iter di approvazione". E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta di Nino Falotico, segretario generale Cisl Basilicata e Antonio Lapadula, segretario generale Fai Cisl Basilicata. "Per questo -proseguono- sul merito riteniamo di offrire il nostro contributo esprimendo una serie di osservazioni e proposte che vanno nella direzione di un miglioramento dell'articolato proposto dalla Regione, nella consapevolezza che siamo ancora in una fase di discussione e che ci sono perciò ampi margini per migliorare la proposta regionale e dare al settore forestale lucano, dopo anni di attesa, una struttura efficace nel perseguire gli obiettivi ed efficiente nell'impiego delle risorse finanziarie, superando l'attuale frammentazione gestionale che tanti problemi ha arrecato. Tre i principi guida delle nostre osservazioni: estendere le competenze dell'agenzia alle attività irrigue; garantire i livelli occupazionali e il mantenimento dei livelli di inquadramento; assicurare la partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori alla governance dell'agenzia.

Dalla bozza che ci è stata consegnata emerge la mancanza di una visione di sistema e di una governance globale del settore, cosa che si potrebbe fare estendendo il campo di intervento alle attività irrigue, così come da anni avviene nella vicina regione Puglia con l’Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali, ente strumentale con connotazione pubblica non economica. Riteniamo invece condivisibile la scelta di affidare la gestione dell'agenzia ad un direttore generale e non già ad un pletorico e costoso consiglio di amministrazione. Pertanto pensiamo che sia necessario integrare le funzioni da assegnare all’agenzia anche a quelle attività irrigue tradizionalmente più organiche alla gestione agro-forestale, non avendo timori di rinviare a domani ciò che si può fare oggi, cogliendo l'opportunità offerta da questo disegno riformatore che deve avere una visione globale e di senso compiuto.

Riteniamo e ribadiamo che per rendere efficace e produttiva la realizzazione dell’agenzia forestale sia necessario tenere due punti fermi: a) destinare le risorse consolidate in primis alla salvaguardia delle attività agro-rorestali e dell’attuale platea dei lavoratori interessati, anche attivando forme di esodi volontari incentivati, per le fasce di età più prossime alla pensione; b) destinare risorse aggiuntive per realizzare l’innovazione e il potenziamento del settore a partire da un grande investimento su nuove tecnologie avanzate con l'obiettivo di rendere più produttivo il settore e incrementare le entrate per consolidare i bilanci e fare nuovi investimenti. A tale proposito, si potrebbero attingere significative risorse aggiuntive dalla rimodulazione dei fondi non ancora impegnati del Programma Operativo Val D’Agri.

Sul piano organizzativo, tenendo conto della grande della grande estensione del territorio regionale e la sua complessa orografia, nonché della platea dei lavoratori interessati, pari a circa 5 mila unità, riteniamo opportuno definire dei “distretti territoriali organizzativi” ai quali assegnare un ruolo segnatamente operativo-funzionale, anche tenendo conto dei bacini già sperimentati con le aree programma.

Su una serie di aspetti tecnici, non secondari per le loro concrete ricadute sulle persone e sull'organizzazione delle attività, l'articolato proposto dalla Regione evidenzia – per dirla con un eufemismo - dei difetti di gioventù che vanno prontamente corretti. Esemplare è il passaggio sulla conferenza tecnico scientifica che, secondo la proposta regionale, dovrebbe essere costituita, tra gli altri, da un rappresentante nominato congiuntamente della organizzazioni professionali di categoria. È del tutto evidente che in assenza di operatori privati ed essendo il datore di lavoro un'ente pubblico la rappresentanza economica e sociale debba essere riservata alle organizzazioni sindacali di categoria, vale a dire Fai, Flai e Uila, e nel numero di tre unità, com'è prassi.

Infine, per quanto riguarda la possibilità di “mobilitare contingenti e platee diverse di manodopera appositamente avviati al lavoro”, riteniamo che, nell’ambito delle politiche attive del lavoro, vada definita una misura orizzontale (con relativo sostegno di accompagnamento) che riguardi tutti i settori produttivi, alla quale dovrà far riferimento anche il settore agro-forestale.

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