Basilicata. Corsa contro il tempo per salvare i 56 lavoratori dei centri di prima accoglienza

Potenza, 30 giugno 2016. Corsa contro il tempo per salvare i 56 lavoratori dei centri di prima accoglienza per richiedenti asilo di Potenza, Pignola e San Nicola di Melfi. Alla mezzanotte di oggi, infatti, le tre strutture saranno smantellate, con il trasferimento coatto dei circa 170 ospiti in altri centri, e scatterà il licenziamento degli attuali operatori per effetto della decisione della Prefettura di Potenza di non inserire nel bando di gara la clausola sociale, scelta fortemente criticata dalla Cisl che ieri, dopo l’ennesimo nulla di fatto in Prefettura, ha lanciato un duro ultimatum e chiesto l’intervento di Regione e ministero degli Interni. Oggi alle 12 si terrà un nuovo incontro con la cooperativa sociale uscente, la Auxilium, e le otto ditte subentranti, forse l’ultima occasione per salvare dalla prospettiva del licenziamento i lavoratori impiegati nei tre centri. Per la segretaria della Fisascat Cisl, Aurora Blanca, “a questo punto l’unica soluzione praticabile per evitare i licenziamenti è la proroga della gestione attuale per il tempo necessario ad individuare una soluzione alternativa che salvaguardi le professionalità attualmente impegnate nei tre centri di prima accoglienza”. La sindacalista della Cisl contesta inoltre alla Prefettura di Potenza di aver derogato in corso d’opera alla tabella ministeriale che stabilisce la dotazione organica minima per le strutture fino a 50 ospiti. “Tale deroga - spiega Blanca - consente alle otto società subentranti di tagliare del 50 per cento l’occupazione portandola ben al di sotto delle necessità, oltre a non avere alcun vincolo ad assumere il personale attualmente in forze. Se poi consideriamo che i migranti saranno distribuiti in piccole strutture sparpagliate sul il territorio provinciale - continua la sindacalista - è lecito domandarsi che tipo di servizio potrà mai essere assicurato a persone che hanno bisogno di assistenza materiale e psicologica. È pensabile che un solo interprete o un solo psicologo possa fare la spola tra strutture lontane diversi chilometri l’una dall’altra? Quale inserimento si potrà mai garantire ai migranti se saranno abbandonati a se stessi?. È paradossale che mentre il consiglio regionale approva una legge sui migranti, la Prefettura di Potenza, con scelte assai discutibili, smonti pezzo per pezzo un modello di integrazione riconosciuto a livello nazionale, sacrificando un patrimonio di professionalità e umanità che ha dimostrato sul campo di saper far integrazione sociale. Per questo - conclude Blanca - abbiamo chiesto l’intervento del presidente Pittella e del ministero degli Interni”.

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