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48° Congresso della Cfdt a Marsiglia

Marsiglia, 6 giugno 2014. Il 48° Congresso della CFDT si è svolto nella straordinaria cornice di Marsiglia, seconda città francese per numero di abitanti, caleidoscopio delle mille contraddizioni della fase economica difficile che anche la Francia attraversa, grande realtà urbana che si misura con le difficoltà di un modello di sviluppo eco sostenibile verso il quale è comunque protesa, una società multietnica che, secondo una tradizione tutta francese, presenta un alto livello di integrazione delle numerose comunità di migranti che però proteggono le tradizioni e le culture di appartenenza. 2500 delegati hanno rinnovato il forte consenso alla leadership di Laurent Bergèr, Segretario Generale ben conosciuto in Italia per aver partecipato l'anno scorso al Congresso della Cisl, dove spiego' le forti sintonie che legano le due Confederazioni sindacali, la CFDT e la Cisl, entrambe caratterizzate da forte pragmatismo, centralità della contrattazione collettiva, attenzione alle forme di partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese. In una Francia scossa dal risultato delle recenti elezioni per il Parlamento europeo, che hanno visto trionfare l'anti europeismo del Front National di Le Pen, Bergèr ha il coraggio, con il convinto sostegno dei suoi delegati, di lanciare un messaggio politico in forte controtendenza, valutando che per superare l'attuale crisi c'è invece bisogno di più Europa, di una chiara scelta per il federalismo, di politiche economiche e fiscali europee, di un ruolo più convincente della Banca centrale europea. Oltre cento invitati internazionali, tra i quali molti provenienti dagli ex territori francesi d'oltremare, hanno partecipato con grande attenzione ad uno degli eventi centrali del Congresso, dedicato proprio ad una disamina della situazione internazionale ed europea, che ha visto protagonisti d'eccezione sul palco del Congresso confrontarsi in una Tavola rotonda moderata dal Segretario confederale uscente Marcel Grignard, lunga esperienza nelle politiche sindacali europee. Pascal Lamy, oggi presidente di Notre Europe, fino all'anno scorso al Vertice dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, ha riconosciuto l'importanza strategica del sindacato nell'attuale congiuntura internazionale, soprattutto per quanto riguarda la capacità delle Organizzazioni, a cominciare dai livelli locali, anche quelli più decentrati, di appropriarsi di strumenti internazionali per confrontarsi con le logiche delle imprese multinazionali. Ma soprattutto Reiner Hoffmann, da meno di un mese eletto Presidente della DGB, mostrando chiaramente quale sarà il "leitmotiv" della sua leadership della potente centrale sindacale tedesca, ha lanciato un messaggio chiaro sulle prerogative che il sindacalismo europeo dovrebbe recuperare, ricordando il ruolo che la Confederazione europea dei sindacati ebbe durante il periodo della presidenza della Commissione di Jacques Delors e le forti affermazioni del dialogo sociale a livello continentale di quel periodo, da reinterpretare oggi nel diverso contesto economico e sociale europeo. Negli ultimi quattro anni la CFDT si è consolidata nel panorama sindacale francese, attestandosi insieme alla CGT quale Organizzazione dei lavoratori maggiormente rappresentativa. Dopo la riforma della legge sulla rappresentanza sindacale varata nel 2008 in Francia, nel 2013 si sono avuti i risultati delle elezioni realizzate azienda per azienda negli ultimi quattro anni, che hanno confermato un'affiliazione del 30% circa dei lavoratori attivi sia per la CFDT che per la CGT, mentre Force Ouvriere, la terza Confederazione francese, appare fortemente ridimensionata. La CFDT rivendica con orgoglio il lavoro svolto per adattare l'Organizzazione al nuovo modello di sviluppo ed il numero importante di contratti realizzato con la negoziazione collettiva, pur in una fase complessa che ha visto anche in Francia una economia poco competitiva, un debito pubblico alto e pochi margini di manovra, oltre ad una situazione politica in fortissima crisi, che ha registrato nell'ultimo appuntamento elettorale una astensione molto alta e gli sconcertanti risultati che premiano con un quarto dei voti espressi la destra nazionalista. Due gli obbiettivi nelle strategie congressuali: l'impegno del sindacato sui nuovi parametri di sviluppo economico, con le sfide per rendere praticabile la dimensione sociale e rafforzare le tutele per i lavoratori e finalmente una riforma organizzativa capace di adattare l'azione sindacale alla nuova realtà, con un maggiore coinvolgimento dei militanti di base. 50 anni fa l'allora CFTC (Confederazione francese dei lavoratori cristiani) divento' CFDT, Confederazione democratica, pur lasciando nel proprio Statuto tracce dell'identità "cristiana" sulla scia delle suggestioni del Concilio Ecumenico Vaticano II che nel 1964 era in pieno ed effervescente svolgimento. Il 48 Congresso ha deciso di tenere un dibattito per alcuni cambiamenti statutari: specificamente l'articolo 1 ed il "Preambolo", dove si affronta appunto il tema della "confessionalita'". I delegati si sono pronunciati per una definitiva e completa "laicità" dell'Organizzazione, eliminando i riferimenti residui all'identità cristiana, rispettando tra l'altro le stesse conclusioni del Concilio, che si pronuncio' a favore dell'opzione per la laicità della politica e la fine di ogni collateralismo. Altro tema oggetto di dibattito e' la questione della radicalita' dell'azione contro ogni forma di capitalismo, che nel 1964 premiava il totale antagonismo della concorrente CGT, per invece affermare l'opzione per l'economia sociale di mercato, che mantiene forti critiche sul capitalismo finanziario (che assorbe la quasi totalità del fatturato delle economie) ma non esclude l'esigenza di coniugare finanza ed economia. Terzo importantissimo aspetto delle proposte di cambiamento statutario e' la centralità della sfida europea (non c'è traccia negli Statuti del 1964) e della questione ambientale. Entrambe le questioni sono state accolte con grande consenso dei delegati nel nuovo Statuto della CFDT. Infine il grande senso di appartenenza degli affiliati dell'Organizzazione, che festeggia il 50 anniversario, si è' manifestato con gli applausi scroscianti al Segretario Bergèr quando quest'ultimo ha rilanciato le parole d'ordine di sempre :"Travail d'ecoute et de proximite" (lavoro di ascolto e di vicinanza, ma meglio sarebbe dire "farsi prossimo", chiara evocazione evangelica) che hanno caratterizzato la grande Confederazione democratica francese nella sua lunga e coerente esperienza di impegno nel sociale, che ha avuto sempre nel proprio orizzonte la centralità della persona umana e la solidarietà.

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