Furlan: i dati Istat sul Pil non sono incoraggianti. Il Governo si concentri su crescita, lavoro e sviluppo economico

12 febbraio 2016. "I dati sulla crescita del Pil nel quarto trimestre del 2015, inferiori rispetto alle stime dello stesso istituto di statistica e dei principali analisti, non sono molto incoraggianti perché indicano con chiarezza che l'Italia sta uscendo con fatica dalla recessione". Lo sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan. "Il Governo fa bene e anzi dovrebbe avere ancora più coraggio e determinazione, a sollecitare la fine della stagione del rigore e dell'austerity a livello europeo. Ma dovrebbe concentarsi di più anche sulle questioni della crescita dei consumi interni, sull'occupazione e sulle riforme economiche e fiscali capaci di favorire maggiori investimenti pubblici e privati nei settori emergenti e di qualità del nostro paese, attraverso più ricerca, più innovazione e formazione", aggiunge la leader della Cisl. "La crescita del Pil si implementa solo con lo sviluppo e con politiche di investimento, soprattutto nel Mezzogiorno, per ridurre il divario esistente tra le aree del paese, sul piano infrastrutturale, dell'energia, dei trasporti, con una vera riorganizzazione dell'apparato pubblico. Per fare questo occorre un clima di maggiore coesione sociale e di partecipazione dei lavoratori. Se Renzi vuole essere più forte in Europa deve favorire una stagione di condivisione e di responsabilità collettiva nel paese, altrimenti il rischio è di sprecare i segnali pur timidi di ripresa che ci sono stati in questi mesi".

Ufficio Stampa Cisl

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.