Banca d'Italia. Furlan: Bene Visco su crescita ma dalle banche maggiore impegno

Roma, 31 maggio 2016 - "Ha ragione il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco a sollecitare un impegno maggiore per la crescita, rilanciando investimenti pubblici mirati, in particolare in infrastrutture materiali ed immaterali e rafforzando gli incentivi all'innovazione.Ma anche il sistema bancario deve fare oggi di piu' per lo sviluppo del paese, con un nuovo modello di servizio e consulenza delle banche, recuperando la fiducia nei cittadini attraverso una gestione trasparente e virtuosa del credito, senza ridurre gli organici e gli sportelli". Lo sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, sulla relazione annuale del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. "Non basta la riforma del mercato del lavoro a far crescere l'occupazione e a stimolare i consumi, come ha sottolineato giustamente il Governatore Visco. Occorre un grande patto tra il Governo, le parti sociali, le banche per stimolare la crescita su obiettivi selezionati, a partire da una riduzione corposa delle tasse per i lavoratori, i pensionati e le imprese che investono in innovazione e ricerca, ridisegnando la politica industriale ed il ruolo dello stato nell'economia, senza la necessita' di privatizzare ulteriormente le poche aziende pubbliche strategiche e che producono utili. E' importante che il Governatore abbia riconosciuto oggi che i livelli di disoccupazione restano troppi alti nel nostro paese e che bisogna sostenere i redditi dei piu' poveri con una redistribuzione del carico fiscale piu' equa e con una lotta piu' seria all'evasione fiscale. Concordiamo infine con il Governatore sulla necessita' di puntare sulla costruzione di un Europa senza muri, ripartendo dai valori della pace, dalla libberta', dalla promozione del benessere. Questo e' oggi il principale obiettivo cui i governi europei e la classe dirigente devono saper rispondere. Senza un salto di qualita' sulla fine delle politiche di rigore determinate dal fiscal compact, sulla sicurezza interna e sulla gestione solidale dell'immigrazione, non si potranno raggiungere gli obiettivi di un bilancio europeo e di un sistema fiscale comuni per i quali l'Italia ha fatto grandi sacrifici in questi anni".

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