La vertenza Liberty Magona di Piombino rischia di diventare un ulteriore caso di ritardi nella soluzione per la mancanza di chiarezza da parte dell’attuale proprietà. Ad oggi, gli impegni assunti al Ministero di agevolare il percorso di cessione, sembrano ancora non definiti e concretizzati. La firma del preliminare di vendita non può essere ulteriormente rinviata. La nostra è una valutazione di merito: l’ultimo mese, la liquidità aziendale, ha permesso il pagamento solo del 50% delle spettanze, segno inequivocabile dell’inadeguatezza dell’attuale gestione. Situazione aggravata dal fatto che, con impianti completamente fermi, in attività vi erano solo i servizi indispensabili e la salvaguardia impianti, ovvero circa il 15% della forza lavoro. A oggi si attende il consenso dell’esperto (della procedura di Cnc ) per poter liberare le 4.400 tonnellate circa che sono a terra in magazzino che garantirebbero di saldare il restante 50% e avere un minimo di credito per il mese successivo. Il prossimo 25 febbraio, nell’incontro previsto presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy, non accetteremo alcuna presa di tempo sulla conclusione della vertenza. Se qualcuno pensa di tratte profitto da una cessione in questa drammatica situazione di crisi, ci troverà convintamente dall’altra parte. Difenderemo gli interessi dei lavoratori e della continuità produttiva del sito.
Parità partecipata. Fumarola all’iniziativa della Fisascat Cisl: «La trasparenza non basta. Servono partecipazione e buona contrattazione»
«Quando esiste un divario strutturale tra uomini e donne, non siamo di fronte soltanto a una differenza economica ma anche di potere contrattuale, di sicurezza, di prospettiva. Sono aspetti che nel commercio, turismo, servizi, logistica, comparti architrave...





