“La sicurezza sul lavoro resta ancora un tema fondamentale sul quale non possiamo assolutamente abbassare la guardia“. Così la leader della Cisl, Daniela Fumarola, a “Coffee Break” parlando dell’incidente mortale avvenuto nello stabilimento ex Ilva di Taranto. “Abbiamo chiesto da tempo e continuiamo a dire – ha ricordato Fumarola – “che serve una grande alleanza nazionale perché sono stati fatti passi in avanti con il lavoro che abbiamo fatto insieme al Governo, ma evidentemente non basta. Bisogna incidere sulla formazione di tutti i lavoratori, ma anche delle imprese; incidere sulle manutenzioni nel caso dell’Ilva, perché se questo è accaduto è perché, purtroppo, negli anni ci sono state manutenzioni scarse, quando ci sono state, ed è per questo che chiediamo un intervento forte e costante su questi temi”.
Circa l’impegno del Governo sulla questione Ilva e Stellantis: “Abbiamo ancora delle informazioni parziali – ha osservato Fumarola – perché il Governo sta ancora lavorando per trovare una soluzione che sia definitiva, almeno noi auspichiamo che sia definitiva. Pensiamo che sia importante, e questo la premier Meloni lo ha confermato in conferenza stampa, avere un piano industriale che possa garantire la salute, la sicurezza, il lavoro e la filiera dell’acciaio, la cui produzione è fondamentale per il nostro paese. Quando noi diciamo che lo Stato deve intervenire con il 40%, lo diciamo anche proprio in virtù della necessità di verificare quello che accadrà durante l’applicazione della realizzazione di questo piano industriale. Sul tema degli infortuni, degli incidenti sul lavoro, avere uno Stato che verifica di più e meglio è assolutamente importante. E su Stellantis auspichiamo una analoga decisione: vogliamo vedere un piano industriale che possa dare certezza, anche qui, ad una importante filiera per il nostro paese sulla quale la certezza non c’è. Non c’è certezza di modelli, non è chiaro che cosa si voglia fare. Sappiamo che l’Europa cI mette anche di suo ma l’Italia è il Paese che ha messo in evidenza delle criticità, alcune delle quali sono state corrette, ma questo non basta, noi dobbiamo dare delle certezze alle persone e fare in modo che sa per Ilva che er Stellantis ma per tutte le vertenze che sono ancora in piedi, che a rimetterci non siano sempre i soliti”.
Se saremo un pungolo per il governo e se faremo pressing? “Certamente, lo stiamo facendo da tempo e continueremo a farlo e non arretreremo di un millimetro. Perché noi siamo sul merito delle questioni, chiunque sia di fronte a noi come Governo ma non solo.
Circa la politica economica del paese ed alla disponibilità espressa in conferenza stampa dalla premier Meloni al Patto Sociale su cui la Cisl da tempo si sta battendo e a quali ne saranno le tappe, la leader della Cisl ha espresso apprezzamento per questa conferma “di un impegno che la premier aveva assunto in occasione del nostro congresso. Pensiamo che dopo la fine del Piano di Ripresa e Resilienza bisogna assolutamente immaginare insieme ad un percorso che porti il nostro Paese alla crescita. E allora in questo patto, che noi pensiamo debba partire dai temi del lavoro e della sicurezza, bisogna considerare le criticità che oggi noi viviamo, dai salari al fisco, alla sanitò, ad un welfare che deve essere sempre più vicino alle persone ,alla non autosufficienza sulla quale purtroppo registriamo ancora molti ritardi. Quindi il senso è provare a mettere insieme le energie di ogni forza sociale, di istituzioni, di parti imprenditoriali pe costruire una visione che ci deve traghettare dal 2026 in avanti”.
Circa i rapporti con le altre organizzazioni sindacali: “Noi stiamo lavorando unitariamente ad un tavolo con diverse associazioni imprenditoriali, Confindustria, Confcommercio – ha detto Fumarola – e lavoriamo sui contenuti. E quando i contenuti sono condivisibili ci si ritrova” . Quanto alle posizioni della Cisl su Maduro: “Abbiamo immediatamente considerato positivo quanto accaduto in Venezuela perché Maduro ha letteralmente annientato un popolo, ha privato della libertà tantissime persone, ha truccato le elezioni. Certo se ci si sofferma poi sul metodo, utilizzato, è stato sfregiato il diritto internazionale ed è un precedente che ci preoccupa. Noi siamo sempre sul merito delle questioni non vogliamo assolutamente infilarci in ragionamenti da tifoseria da stadio. Credo che la situazione geopolitica non richieda tifosi ma persone responsabili e chi ha dei ruoli deve esercitarli” – ha concluso.




