Oggi a Bari si è scritta una buona pagina di pubblico servizio. Non uno slogan, non una promessa, ma un risultato concreto ottenuto grazie alla mobilitazione sindacale e alla ricettività politica dimostrata dalla Regione Puglia.
Il sit-in promosso dalla CISL FP è dai colleghi delle altre organizzazioni sindacali per la vertenza della Fondazione Cittadella della Carità ha prodotto un esito chiaro: a seguito dell’incontro con l’Assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia, la ASL di Taranto riconoscerà immediatamente il pagamento delle fatture relative ai mesi di ottobre e novembre, consentendo così lo sblocco degli stipendi per oltre 150 tra lavoratrici e lavoratori della struttura i quali, da mesi, garantiscono servizi sanitari essenziali senza percepire salario.
Un risultato tutt’altro che scontato, maturato in un contesto complesso, segnato da una intricata vicenda giudiziaria e amministrativa. Un intreccio di atti e competenze che rischiava, ancora una volta, di scaricare tutto il peso della crisi sui lavoratori.
È qui che il sindacato ha esercitato fino in fondo il proprio ruolo, non limitarsi alla denuncia ma pretendendo una soluzione. Abbiamo detto con chiarezza che non eravamo davanti a una vertenza qualsiasi bensì a un paradosso istituzionale: servizi sanitari che devono continuare a funzionare mentre chi li garantisce resta senza stipendio.
L’incontro con l’Assessore Pentassuglia è stato determinante. La Regione ha dimostrato di comprendere che, se lo Stato sospende i pignoramenti per salvaguardare la continuità sanitaria, allora deve anche garantire la continuità salariale. Diversamente si crea un corto circuito sociale inaccettabile.
Non abbiamo chiesto scorciatoie illegali ma scelte politiche responsabili, legittime e immediate. La risposta arrivata oggi va in questa direzione e rappresenta un segnale importante: quando il sindacato è credibile e la politica ascolta, le soluzioni arrivano.
La CISL FP Taranto Brindisi continuerà a vigilare affinché agli impegni assunti seguano tutti gli atti conseguenti. Ma oggi possiamo dirlo con forza: la mobilitazione paga, il dialogo istituzionale funziona, e i diritti dei lavoratori non possono essere considerati una variabile dipendente delle procedure.
Perché senza salario non c’è lavoro e senza lavoro non c’è sanità.
Ed oggi, grazie all’impegno sindacale e a una politica responsabile, un primo passo concreto è stato compiuto.


