Il Segretario della Cisl Fp di Taranto Brindisi, Umberto Renna consegna un dossier ai parlamentari in visita a Taranto: “Il personale civile non è un ammortizzatore sociale ma una necessità operativa. Assumere subito gli idonei e stop agli sprechi degli appalti.”
«Mentre a Roma si parla di razionalizzazione della spesa, a Taranto assistiamo al paradosso di una spending review al contrario: si taglia il personale civile per risparmiare, ma si finisce per spendere fino a 10 volte di più affidando le stesse attività alle lobby multinazionali del settore. Non è più solo un problema sindacale, è un danno erariale». È questo il cuore della denuncia che la CISL FP Taranto Brindisi ha portato oggi all’attenzione della IV Commissione Difesa del Senato, in visita istituzionale nel capoluogo ionico. Il Segretario Territoriale Umberto Renna ha consegnato ai parlamentari una memoria dettagliata sullo stato di crisi del personale civile della Difesa, con un focus drammatico sul collasso dell’Arsenale M.M. e dei servizi strategici.
IL PARADOSSO DEI COSTI: IL CASO DEL “GRUISTA”
Nel documento, la Cisl Fp svela cifre allarmanti. «L’Arsenale opera oggi con circa 780 dipendenti a fronte dei 1.418 previsti. Per coprire i buchi, la Difesa appalta all’esterno – spiega Renna –. Abbiamo portato l’esempio emblematico del gruista: affidarsi a una ditta privata per questa figura può costare all’Amministrazione fino a 30.000 euro al mese. Con la stessa cifra, lo Stato pagherebbe lo stipendio di un dipendente pubblico per un anno intero anno, comprensivo di tutte le indennità. È evidente che assumere non è una spesa, ma l’unico vero risparmio possibile».
NON “WELFARE” MA NECESSITÀ OPERATIVA La CISL FP ha voluto sgombrare il campo da un equivoco storico: «La nostra richiesta di assunzioni non è una domanda di assistenza sociale per il territorio – prosegue Renna – ma risponde a una stretta necessità operativa della Forza Armata, come ammesso più volte dagli stessi Stati Maggiori. Senza il tecnico civile, che garantisce continuità di conoscenze e memoria storica, i militari sono costretti a lasciare le navi per fare i burocrati, o le navi restano ferme in bacino».
LE PROPOSTE: SCORRIMENTO GRADUATORIE E VIGILANZA A COSTO ZERO Per uscire dall’emergenza che sta paralizzando anche servizi vitali come i rifornimenti navali (Maricommi), la manutenzione e l’assistenza alle unità navali (Arsenale e Maristanav) o la stessa gestione del Ponte Girevole, il sindacato ha avanzato alla Commissione proposte concrete e immediate: • Stop alla Legge 244/2012: Superare il tetto dei 20.000 civili e puntare almeno quota 30.000. • Assunzioni “Subito”: scorrere immediatamente le graduatorie degli idonei dei concorsi recenti. Si tratta di personale già selezionato, formato e pronto all’impiego a costo zero per nuove procedure «L’Arsenale rischia di diventare una “scatola vuota” e i servizi essenziali sono al collasso. Chiediamo alla politica di prendere atto che il modello attuale è fallito – conclude Umberto Renna –. Serve investire sul lavoro pubblico per garantire la sicurezza nazionale, la riservatezza delle lavorazioni e l’efficienza della spesa».


