CISL
CISL

  1. CISL
  2. /
  3. Notizie
  4. /
  5. Categorie ed Enti CISL
  6. /
  7. Sfratti. Esposito (Sicet Cisl)...

Sfratti. Esposito (Sicet Cisl) «No al disegno di legge Buonguerrieri, servono investimenti per garantire il diritto alla casa»

Pubblicato il 5 Feb, 2026

Si susseguono le iniziative parlamentari volte a velocizzare gli sfratti. Al disegno di legge Marcheschi, presentato lo scorso autunno, si aggiunge il DdL della deputata Buonguerrieri, appena assegnato alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati e passato finora in sordina. Una proposta che secondo il segretario del Sicet Cisl Fabrizio Esposito «non è meno insidiosa della precedente». In una nota indirizzata alle strutture territoriali del sindacato, il Sicet fa una dettagliata analisi dei punti più problematici del nuovo disegno di legge. Tra questi, l’abrogazione della notizia di preavviso di rilascio che fa venire meno, secondo il sindacato, ogni avvertimento circa la data precisa di esecuzione dello sfratto. Il DdL stabilisce anche che l’ufficiale giudiziario deve dare attuazione all’esecuzione decorso il termine di 10 giorni indicato nel precetto ed entro 30 giorni dalla notifica del precetto stesso. Inoltre, sempre per ragioni di tempestività, l’esecuzione del rilascio può essere differita una sola volta per un periodo non superiore a 60 giorni, mentre i casi per i quali è consentito il differimento dell’esecuzione diventano particolarmente stringenti. Nel DdL Buonguerrieri viene escluso il tentativo obbligatorio di mediazione nel caso in cui il giudice accolga l’opposizione allo sfratto e disponga il mutamento del rito, e viene sostituito integralmente l’articolo 55 della legge 392 del 1978 riducendo i termini per il pagamento dei canoni scaduti che consente di evitare la risoluzione di diritto del contratto. Il disegno di legge dimezza infine i termini previsti dall’articolo 56 della legge 392 del 1978 per cui, in caso di approvazione della norma, il giudice dovrà fissare la data dell’esecuzione entro tre mesi, ovvero, in casi eccezionali, entro sei mesi dalla data del provvedimento di sfratto. 

Secondo il segretario generale del Sicet Cisl «non possiamo che confermare la nostra totale contrarietà verso provvedimenti che mirano a velocizzare gli sfratti fino a quando continuerà a mancare un’adeguata offerta di alloggi pubblici o se non verranno presi i provvedimenti necessari per promuovere la diffusione di locazioni ad uso abitativo maggiormente compatibili con i redditi reali delle famiglie nell’ambito del mercato privato». In Italia tra il 2021 e il 2024 si sono registrate circa 40 mila nuove convalide di sfratto ogni anno. In un anno (2023-2024) sono cresciute del 10 per cento le richieste di esecuzione da parte dei proprietari e del 15 per cento gli sfratti per ragioni diverse dalla morosità dell’inquilino (da 8.671 nel 2023 a 10.117 nel 2024) su cui evidentemente incide anche la maggiore appetibilità degli affitti brevi. È quanto emerge da uno studio del Sicet Cisl (su dati del ministero dell’Interno) che analizza l’andamento del fenomeno nel periodo 2001-2024. Particolarmente grave è la situazione di Milano dove gli sfratti eseguiti con l’assistenza della forza pubblica sono passati da 133 a 1.597 e al tempo stesso sono state accumulate 14.084 nuove richieste di esecuzione dello sfratto. Da monitorare invece la situazione in altre province dove sono aumentate le sentenze di convalida di sfratto come Terni (+110%), Fermo (+74%), Gorizia (+58%), Venezia e Brindisi (+51%).

Secondo Esposito «norme che vanno nella direzione di agevolare gli sfratti rischiano di produrre solo più conflittualità, quello che serve è una legge per la graduazione della forza pubblica nelle esecuzioni degli sfratti sulla base di criteri di priorità e bisogno con modalità specifiche da definirsi in sede locale attraverso tavoli di confronto obbligatori da istituirsi presso le Prefetture e con la partecipazione dei sindacati inquilini, nonché per destinare ai Comuni risorse specifiche con l’obbligo di organizzare un’offerta alloggiativa coerente con le condizioni socioeconomiche dei nuclei familiari sfrattati». Il Sicet sollecita anche uno stanziamento complessivo di almeno 250 milioni di euro all’anno per i Fondi nazionali per il sostegno all’affitto e la morosità incolpevole e interventi strutturali per aumentare l’offerta di alloggi pubblici e privati a canone calmierato.