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Basilicata. Cavallo (Cisl): «Acquedotto Lucano. Con il nuovo protocollo sulle relazioni industriali la partecipazione dei lavoratori diventa realtà»

Pubblicato il 12 Feb, 2026


La Basilicata fa scuola in Italia nell’attuazione della Legge 76/2025, nata da una iniziativa di legge popolare promossa dalla Cisl con oltre 400 mila firma raccolte in tutto il paese. Ora il sindacato sollecita una legge regionale per favorire la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori nelle società pubbliche e nelle partecipate della Regione Basilicata

«La firma del nuovo protocollo sulle relazioni industriali in Acquedotto Lucano non è solo un atto formale, ma segna l’inizio di una nuova era per il mondo del lavoro nella nostra regione. Siamo orgogliosi di poter affermare che la Basilicata è tra le prime regioni in Italia a dare piena e concreta attuazione alla Legge 76 del 2025, nata grazie alla mobilitazione della Cisl, che dà finalmente concreta attuazione allo spirito dell’articolo 46 della nostra Costituzione». Lo dichiara il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo commentando l’intesa siglata mercoledì 11 febbraio tra l’azienda e le organizzazioni sindacali.

Nel ringraziare il direttore generale Luigi Cerciello Renna per «la sensibilità dimostrata e per la disponibilità ad aprire insieme alle organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil una nuova pagina delle relazioni industriali in una realtà importante quale è quella di Acquedotto Lucano», Cavallo sottolinea come questo protocollo segni l’avvio di un profondo processo di trasformazione del paradigma del lavoro: «Il dipendente cessa di essere un semplice esecutore di mansioni per diventare protagonista delle scelte strategiche di una delle public utility più importanti del paese. È un modello di democrazia partecipativa che prende ispirazione proprio dalla Legge 76 del 2025 e che mette al centro il benessere delle persone, la trasparenza e la valorizzazione del talento come leve per affrontare le grandi sfide della transizione energetica e digitale».

Per il leader della Cisl lucana «l’istituzione di organismi bilaterali e paritetici su temi cruciali come sicurezza, welfare e formazione dimostra che, quando azienda e sindacato collaborano con fiducia e nel rispetto reciproco delle rispettive responsabilità di rappresentanza, si genera valore non solo per le lavoratrici e i lavoratori, ma per l’intera collettività in termini di maggiore qualità del servizio. Il fatto che questo accordo sarà sottoposto al vaglio del CNEL come best practice nazionale conferma che la Basilicata può e deve essere un laboratorio di innovazione delle relazioni industriali. In tal senso, questo accordo rappresenta per noi la chiave di accesso per aprire un confronto basato su dati di fatto con il mondo delle imprese private». 

Secondo Cavallo «la sfida è contribuire ad innovare i modelli di governance aziendale nella convinzione, corroborata da una letteratura ormai copiosa, che la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle imprese non è un freno, bensì un fattore che stimola l’innovazione, la creatività e la competitività in un’economia globale che resta fortemente interdipendente, nonostante le sirene protezionistiche. Il protocollo sulle relazioni industriali firmato in Acquedotto Lucano è un patto di fiducia che ci auguriamo possa presto estendersi ad altre realtà produttive del territorio, segnando un punto di non ritorno verso un lavoro più umano, partecipato e sostenibile. L’auspicio – conclude il segretario della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo – è che in questo percorso di affermazione della democrazia economica anche la Regione Basilicata faccia la sua parte con una specifica legge che, a partire proprio dall’esperienza pilota di Acquedotto Lucano, incentivi la sperimentazione della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori nelle società pubbliche e nelle partecipate regionali».