«Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, la CISL riafferma il proprio impegno irrinunciabile per la costruzione di un’economia e di una società più eque, inclusive e sostenibili».
È quanto sottolinea in una nota la Cisl ricordando la ricorrenza internazionale indetta dal 2009 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per promuovere il tema della giustizia sociale a livello mondiale .
«In un momento storico segnato da crescenti disuguaglianze, dalla crisi del multilateralismo, dalla rapidissima trasformazione digitale e dall’urgenza della transizione ecologica, la difesa della giustizia sociale non è soltanto un imperativo morale: è la condizione essenziale per garantire pace, coesione e sviluppo sostenibile a livello nazionale e globale – aggiunge la Cisl – Per questo richiamiamo il Governo, le istituzioni europee e la comunità internazionale all’impegno urgente e concreto sulle priorità che la CISL indica da tempo quali pilastri di una società più giusta.
A partire dal contrasto alla povertà lavorativa e alla precarietà che colpiscono in particolare giovani e donne. Servono buona contrattazione, partecipazione e un nuovo statuto della persona nel mercato del lavoro che assicuri protezione dall’inizio alla fine della vita attiva. Occorre rafforzare la protezione sociale con interventi strutturali mirati a sostenere le famiglie nel delicato equilibrio tra vita e lavoro e a garantire al contempo dignità e assistenza alle fasce di popolazione più fragili, in particolare anziani e non autosufficienti.
E’ necessario assicurare una gestione giusta e inclusiva della transizione digitale e della transizione ecologica, perché nessuno venga lasciato indietro nei processi di cambiamento. La via giusta passa per il rilancio del dialogo sociale tripartito quale strumento privilegiato di governance del mercato del lavoro e delle politiche economiche. Questo è il senso del patto sociale che proponiamo a chiunque abbia spirito riformista e capacità di mettersi in gioco per il bene comune.
La CISL auspica che istituzioni e parti sociali colgano questa ricorrenza internazionale non come un traguardo astratto ma come impegno concreto: perché una crescita economica che non assicuri benessere diffuso, diritti garantiti e opportunità per tutti non merita il nome di sviluppo», conclude la Confederazione di Via Po.



