Il Presidio Ospedaliero di Copertino è un cuore che batte a ritmi forsennati, ma che rischia l’aritmia. Da anni, la Fp Sanità CISL Lecce solleva un grido d’allarme che è diventato, purtroppo, una costante sistemica: lo stress lavorativo negli ospedali di base ha superato il livello di guardia. Queste strutture, nate per fare da “filtro” ai centri di secondo livello, si ritrovano oggi in prima linea a gestire un afflusso di codici arancioni e rossi che ne mette a nudo le fragilità strutturali e organizzative.
Il paradosso dei codici rossi senza Rianimazione
La realtà, spesso oscurata da relazioni burocratiche asettiche, parla di file di ambulanze in attesa al Pronto Soccorso con pazienti in condizioni critiche. Qui sorge il primo, inquietante interrogativo: come può un Ospedale di Base, a forte vocazione chirurgica (con eccellenze in Chirurgia Generale e Ortopedia), gestire urgenze da codice rosso senza il supporto vitale di una Terapia Intensiva, Rianimazione o TIPO?
“Affidare la vita di pazienti in grave pericolo a una struttura priva di queste unità – afferma Antonio Piccinno, Segretario Fp SANITÀ CISL Lecce – significa sovraccaricare il personale di una responsabilità enorme, aumentando esponenzialmente il rischio clinico.
L’Unità Operativa di Ortopedia di Copertino è l’emblema di questo contrasto. Grazie a medici altamente professionalizzati, l’attività chirurgica è decollata, attirando pazienti da tutto il Salento. Tuttavia, questo successo ha un costo umano altissimo:
- Carenza di personale: i carichi di lavoro non sono più sostenibili a causa di mancate sostituzioni e limitazioni prescrittive.
- Diritti negati: ferie estive ridotte e riposi saltati sono la norma, con cambi turno repentini (da H24 a H12) per coprire i buchi in organico.
- Gestione posti letto: in situazioni critiche, i posti letto aumentano (da 16 a 21), ma il personale rimane lo stesso, spesso con solo due unità infermieristiche a gestire ali opposte del reparto.
Non va meglio in Cardiologia, dove una sola unità infermieristica deve spesso gestire fino a 15 posti letto, restando talvolta sola quando il collega è impegnato nei trasferimenti dei pazienti. La mancanza di figure di supporto nelle ore notturne e l’organizzazione “last minute” dei turni alimentano un clima di profondo sconforto.
Pronto Soccorso: la trincea degli “eroi instancabili”
Il Pronto Soccorso è lo specchio del collasso del sistema. Pazienti, soprattutto anziani, stazionano in barella nei corridoi fino a 5 giorni in attesa di un posto letto.
- Numeri insufficienti: solo 3 infermieri (compreso il triagista) e un solo OSS per turno H24.
- Servizi sguarniti: quando occorre trasferire un paziente in altra struttura, il PS rimane con soli due infermieri a gestire l’intera utenza.
- Logistica di fortuna: il personale è costretto a “cacciarsi” le barelle girando per i reparti per poter accogliere nuovi arrivi.
La Direzione Aziendale, secondo la denuncia sindacale, continua a rispondere con “dati catastali” e grafici anacronistici che non tengono conto della realtà operativa, delle assenze improvvise e dell’aumento della complessità assistenziale.
La Fp Sanità CISL Lecce chiede un cambio di rotta immediato:
- Presidio costante con dati reali: coinvolgimento diretto delle Funzioni di Coordinamento e del FOSAN.
- Raccordo organizzativo: il FOSAN deve agire come ponte tra le necessità dei reparti e la Dirigenza, garantendo un focus permanente sulle criticità.
- Tutela dei Lavoratori: ripristino della regolarità dei turni e garanzia dei riposi previsti per legge.
Nonostante il quadro desolante, il P.O. di Copertino continua a funzionare solo grazie allo spirito di sacrificio di infermieri, medici e operatori. Un plauso a questi “instancabili lavoratori della sanità” è doveroso, ma non basta più: la resilienza dei singoli non può continuare a sostituire l’efficienza delle istituzioni.


