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Agenti di commercio. Fisascat Cisl chiede credito di imposta al 20% su carburanti

21 Aprile 2026 | Categorie ed Enti CISL

Agenti di commercio. Fisascat Cisl chiede credito di imposta al 20% su carburanti

21 Aprile 2026 | Categorie ed Enti CISL

Un credito d’imposta pari almeno al 20% delle spese sostenute per il carburante dagli agenti e rappresentanti di commercio e dai consulenti finanziari. È questa la richiesta avanzata al Governo dalla Fisascat Cisl e dalle altre associazioni di rappresentanza, con una nuova lettera trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per sollecitare un intervento urgente a sostegno delle due categorie fortemente penalizzate dal rincaro strutturale dei carburanti.

Dopo la precedente richiesta di misure straordinarie, le associazioni di rappresentanza tornano a sollecitare l’Esecutivo con una proposta puntuale che punta a ristabilire equità tra le diverse categorie economiche la cui attività dipende in maniera essenziale dalla mobilità.
In Italia si stima operino oltre 200mila agenti di commercio e circa 50mila consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, con percorrenze annue comprese mediamente tra 45mila e 60mila chilometri e consumi di carburante che possono arrivare fino a 5mila litri l’anno per operatore. Numeri che rendono evidente quanto il rincaro dei carburanti incida in modo diretto sulla sostenibilità economica dell’attività professionale.

Nella nota unitaria le federazioni evidenziano come il Governo sia già intervenuto con misure emergenziali, dalla riduzione temporanea delle accise fino al riconoscimento di crediti d’imposta per l’autotrasporto e per il settore della pesca, strumenti che hanno riconosciuto la particolare esposizione di questi comparti ai rincari energetici. Un principio che, secondo le sigle firmatarie, deve ora essere esteso anche agli agenti di commercio e ai consulenti finanziari, per i quali l’utilizzo dell’automobile rappresenta uno strumento indispensabile e non comprimibile dell’attività lavorativa.

La proposta avanzata prevede l’introduzione di un credito d’imposta di almeno il 20% delle spese sostenute per il carburante, l’accesso alla misura per gli agenti e rappresentanti e i consulenti finanziari regolarmente iscritti e procedure semplici, coerenti con quelle già previste per altri settori produttivi.

Un intervento che consentirebbe di sostenere concretamente una componente fondamentale del sistema distributivo nazionale, salvaguardando la sostenibilità dell’attività professionale.

«È necessario riconoscere anche agli agenti di commercio e ai consulenti finanziari il principio di equità già applicato ad altri comparti produttivi, – dichiara Vincenzo Dell’Orefice, segretario generale Fisascat Cisl – perché la mobilità è parte integrante della professione e il continuo aumento dei carburanti rischia di comprimere redditi, margini operativi e capacità di presidio commerciale sui territori. Un credito d’imposta rappresenterebbe una risposta concreta e immediatamente efficace». 

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