"Il riformismo dei governi misurato sul lavoro", da 'Il Sole 24 Ore' del 14 febbraio 2020

Furlan2"Il nostro Paese continua ad essere uno degli anelli più deboli della Ue, con un livello di debito pubblico sempre più pesante e una situazione produttiva sempre più negativa. Negli ultimi mesi tutti i parametri della nostra economia portano il segno meno, con un peggioramento della lunga fase di stagnazione. (...) Un quadro preoccupante, alla luce anche di un tasso di disoccupazione fermo al 9,8%, con una flessione della domanda e dei consumi interni, l'insufficienza più che evidente di investimenti pubblici e privati e, soprattutto, la gran parte dei cantieri per le opere infrastrutturali tuttora fermi. (...) Di queste cose dovrebbe occuparsi la politica che invece discute e si divide su temi che non sono certa una priorità né per i Paese, né per gli italiani. (...) Ben altra dovrebbe essere, dunque, la capacità programmatica e decisionale del governo che, oltre a superare le sue divisioni interne evidenti, dovrebbe selezionare insieme alle parti sociali i veri obiettivi da raggiungere, valutare insieme dove reperire le risorse da stanziare, scegliere gli strumenti da adottare per favorire la crescita, senza far scappare le aziende con provvedimenti affrettati come la plastic e sugar tax. 

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