“Il decreto del Governo va cambiato. L’elenco delle attività produttive che possono rimanere aperte è stato troppo ampliato- Proprio pensando a quel che stanno patendo Bergamo e la vostra terra, non possiamo continuare a tenere aperte le fabbriche in maniera indistinta. Ai ministri Gualtieri (Economia, ndr) e Patuanelli (Sviluppo Economico, ndr) diremo che la priorità è fermare il contagio: chiudere tutte le attività non essenziali è non solo doveroso ma una necessità. (..) Abbiamo invitato noi, come Confederazioni, unitariamente le categorie e le Rsu a mettere in campo tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione fino alla proclamazione dello sciopero. Il Governo deve rivedere l’elenco delle aziende che possono restare aperte. Mi auguro che si trovi una soluzione e non si arrivi allo sciopero generale. Ci vogliono serietà e senso di responsabilità. Qui si tratta di scegliere innanzitutto la vita delle persone”.
«Caregiver, non chiamatela vocazione femminile» – Intervista a Daniela Fumarola su “La Gazzetta delle Donne”
Badanti, assistenti sociali, educatrici, infermiere: il lavoro di cura continua a essere svolto soprattutto dalle donne. Non per vocazione, ma...









