Roma, 8 novembre 2019 – Grande adesione allo sciopero proclamato da Fim, Fiom, Uilm in tutt’Italia: Taranto, Salerno, Milano, Marghera, Genova, dei lavoratori ex Ilva, dell’appalto e dei servizi.
La preoccupazione è tanta per un futuro nuovamente in bilico e che rischia di rimettere in discussione sia il lavoro che l’ambiente.
A Taranto la mobilitazione e lo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm, ha interessato anche i lavoratori degli appalti Arcelor Mittal e dell’indotto che ha visto incrociare le braccia anche tanti lavoratori dei servizi la Fisascat, unitasi all’iniziativa già avviata giovedì dalla Fim, all’indomani dell’annuncio di Arcelor Mittal di voler rinunciare all’acquisto del gruppo siderurgico avviando la procedura dell’ex art 47. Una decisione che restituzione all’amministrazione straordinaria di Ilva, da parte di ArcelorMittal gli stabilimenti, personale e impianti. Per Valerio D’Alò, segretario nazionale Fim Cisl: «Piena soddisfazione per la riuscita dello sciopero. Impianti fermi a Taranto nonostante il tentativo di precettazione dei lavoratori da parte della direzione aziendale. Siamo determinati. L’azienda – continua D’Alò – deve cambiare linea e deve soprattutto ritirare la procedura».
Parità partecipata. Fumarola all’iniziativa della Fisascat Cisl: «La trasparenza non basta. Servono partecipazione e buona contrattazione»
«Quando esiste un divario strutturale tra uomini e donne, non siamo di fronte soltanto a una differenza economica ma anche di potere contrattuale, di sicurezza, di prospettiva. Sono aspetti che nel commercio, turismo, servizi, logistica, comparti architrave...





