11 luglio 2016. “Al partito anti-bancari si iscrive anche l’FMI” così Giulio Romani, Segretario generale First Cisl commenta le dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale che, proprio oggi, non si capisce a che scopo, sostiene la non possibilità di aiuti di stato per le banche italiane, esortando addirittura a ricorrere a procedure fallimentari. “Colpisce – continua Romani – il presupposto errato da cui parte il Fondo. Infatti gli NPL italiani non sono 360 mld, sia perché di quella cifra 160 mld. sono incagli e non sofferenze, sia perché, come è noto, il credito deteriorato, al netto degli accantonamenti già effettuati dalle banche, è di diverse decine di punti percentuali inferiore al nominale”. “Eventuali fallimenti bancari – ribadisce Romani – produrrebbero per l’economia nazionale ripercussioni certamente superiori al costo di un intervento pubblico. Inoltre lo sviluppo di un’attività di gestione e recupero di quei crediti potrebbe addirittura rivelarsi un affare, come testimonia l’esperienza della SGA, società di gestione degli attivi deteriorati del Banco di Napoli, le cui sopravvenienze vengono oggi utilizzate per capitalizzare il Fondo Atlante”. “I “soloni” dell’FMI – conclude Romani – si interroghino piuttosto sugli effetti che alcune loro ricette hanno prodotto sull’economia di alcuni Paesi africani, ora di fatto colonizzati da altre economie emergenti….”
Pensioni. Fumarola al Consiglio Generale della Fnp Cisl: «Serve una riforma strutturale e un fisco più equo»
“Per troppo tempo l’invecchiamento è stato raccontato come una stagione di riduzione: meno ruolo, meno voce, meno spazio, meno possibilità. La realtà è diversa: i pensionati non sono un costo, non sono un peso, non sono una voce di bilancio da comprimere. Soprattutto,...






