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Basilicata. Cavallo (Cisl): «Con la partecipazione affrontiamo la sfide della geopolitica»

Pubblicato il 16 Mar, 2026

«Il panorama internazionale che si sta delineando, a seguito dei drammatici sviluppi del conflitto in Medio Oriente, ci consegna un mondo segnato da incertezze profonde e rischi sistemici per l’economia globale. In questo scenario di “policrisi”, la Basilicata non può restare spettatrice passiva, ma è chiamata a farsi protagonista di una politica industriale che trasformi l’emergenza in un’opportunità di rigenerazione strutturale».

È quanto dichiara il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo che esprime preoccupazione per il rischio di un avvitamento della crisi in Medio Oriente con ripercussioni sull’economia internazionale. «L’attuale scenario geopolitico – spiega Cavallo – impone un’accelerazione decisa sulla diversificazione delle forniture energetiche e su come utilizzare in modo razionale e strategico le pur cospicue risorse nazionali.

Per la Basilicata, questo significa rivendicare un ruolo centrale nella strategia energetica del paese. Non si tratta solo, beninteso, di estrarre più risorse autoctone, ma di gestire la transizione ecologica garantendo investimenti per la decarbonizzazione e, soprattutto, per la riqualificazione dei lavoratori delle filiere manifatturiere più esposte a questa ennesima crisi globale. Dobbiamo puntare su una nuova strategia di economia circolare che favorisca modelli produttivi capaci di ridurre le emissioni, attirando i cosiddetti “capitali pazienti” attraverso il braccio operativo di Cassa Depositi e Prestiti per sostenere una politica industriale espansiva e competitiva».

Secondo il segretario della Cisl lucana «la tensione crescente sulle catene di approvvigionamento globali sottolinea l’urgenza di definire filiere industriali strategiche nazionali, con l’obiettivo di passare dalla dipendenza alla interdipendenza. In Basilicata, la sfida dell’automotive non può essere vinta con misure temporanee o, peggio, estemporanee, mentre i costruttori cinesi consolidano la propria presenza sui mercati occidentali con prodotti sia tradizionali che innovativi ed ecologici.

Serve un mix di politiche industriali che integri riforme orizzontali (come il potenziamento delle infrastrutture digitali e di telecomunicazione) con interventi verticali mirati alla reindustrializzazione delle aree produttive in crisi. L’obiettivo è colmare quel divario di produttività che rischia di trasformare la transizione green in un deserto occupazionale».

Per la Cisl la priorità è creare un nuovo diritto del lavoro al passo con i tempi che cambiano. Spiega Cavallo: «Dentro questo scenario che, per complessità e profondità delle trasformazioni in corso, prefigura una vera e propria rivoluzione industriale, la Cisl è convinta che nessuna politica industriale possa avere successo se non poggia su uno statuto della persona nel mercato del lavoro in grado di fornire una nuova architettura di regole alle forme del lavoro del presente e del futuro. In una fase di trasformazione così radicale, la tutela non deve più riguardare solo il posto di lavoro fisico, ma la persona stessa attraverso il diritto soggettivo alla formazione permanente. Dobbiamo investire massicciamente sulle competenze Stem e green, potenziando il raccordo tra il mondo della ricerca, le università e le imprese, specialmente attraverso l’apprendistato duale come primo canale di accesso per i nostri giovani. È l’unico modo per contrastare l’emorragia demografica delle nostre aree interne e valorizzare l’occupazione femminile, che al Sud resta ancora una risorsa ampiamente inespressa e sottoutilizzata».

Cavallo rilancia il tema della partecipazione, caro alla Cisl, per andare oltre la semplice gestione della crisi: «Chiediamo l’attuazione della Legge 76/2025 per una partecipazione strategica dei lavoratori alla governance delle imprese. In un momento di grandi flussi economici e trasformazioni epocali, il coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni organizzative e nei risultati economici non è solo una questione di giustizia sociale, ma un fattore di resilienza e innovazione. La Basilicata ha davanti a sé un’occasione irripetibile, con una disponibilità di risorse mai viste prima alimentata dai fondi PNRR e di coesione. Ma le risorse – avverte il segretario della Cisl – da sole non bastano: serve una governance partecipata che unisca istituzioni, imprese e sindacati in un grande impegno collettivo di responsabilità. Solo così potremo trasformare le ombre della crisi geopolitica nella visione di uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile», conclude Cavallo.