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Campania. First Cisl denuncia procedure opache e discriminazioni interne


La First Cisl Napoli (il sindacato dei servizi del terziario) esprime forte preoccupazione per le recenti scelte dell’amministrazione di AgCom in materia di comandi e mobilità del personale, decisioni che appaiono in aperto contrasto con gli impegni assunti e con i principi di imparzialità e trasparenza che dovrebbero guidare un’autorità indipendente.

Nel 2022 era stata concordata una moratoria su comandi e mobilità, proprio per evitare l’ingresso nei ruoli dell’Autorità di personale privo dei requisiti richiesti per l’accesso tramite concorso pubblico – afferma la Rsa First Cisl Napoli di AgCom  – una misura necessaria per tutelare la credibilità dell’istituzione e garantire parità di trattamento ai lavoratori.

Nonostante ciò, l’amministrazione ha prima attivato nuovi comandi e, successivamente, ha approvato una procedura di mobilità per 12 unità di personale, in modo unilaterale e senza confronto sindacale, che, oltre a violare la moratoria, ha escluso lavoratori aventi pieno titolo, come il personale in mobilità ai sensi della legge 159/2023 (“decreto Caivano”), per favorire invece dipendenti privi perfino del requisito minimo di permanenza in servizio.

Alcuni dei beneficiari risultano in AgCom da appena tre mesi, eppure ricevono trattamenti economici e giuridici superiori rispetto ai vincitori di concorsi pubblici banditi dalla stessa Autorità e rispetto a dipendenti con anni di anzianità nei ruoli.

Per la First Cisl  si tratta di scelte ingiustificate, discriminatorie e potenzialmente illegittime, che espongono AgCom a un elevato rischio di contenzioso e a un serio danno reputazionale. La sigla sindacale chiede con forza alla Commissione di garanzia e controllo di chiarire quali siano le motivazioni che hanno portato l’Amministrazione a disattendere accordi formali e a privilegiare percorsi di mobilità che minano la trasparenza e la credibilità dell’Autorità. First Cisl  ribadisce il proprio impegno a tutela dei lavoratori e della correttezza delle procedure, chiedendo che l’Autorità torni a operare nel pieno rispetto delle regole e dei principi che ne legittimano il ruolo istituzionale.