«Promuovere un confronto serio, informato e rispettoso, sottratto a semplificazioni e contrapposizioni ideologiche». Questo il senso della giornata di approfondimento che la Cisl ha voluto dedicare al referendum costituzionale sulla Giustizia del prossimo 22 e 23 marzo. Davanti al Comitato Esecutivo, riunito ieri in sessione straordinaria, si sono alternati gli interventi di autorevoli giuristi, sostenitori delle ragioni del NO e del SÌ alla riforma, arricchiti dalle domande e dalle riflessioni dei dirigenti Cisl.
Nel documento politico finale, approvato all’unanimità a chiusura dell’evento, viene indicato l’obiettivo prioritario della Cisl, a poco meno di tre settimane dal voto. Quello, cioè, di «riportare il confronto ai contenuti, alla lettura puntuale del testo, alla valutazione argomentata delle conseguenze ordinamentali, nel rispetto reciproco tra le diverse opinioni».
Una necessità resa evidente dal «clima fortemente polarizzato – si legge nel documento – che ha accompagnato il dibattito pubblico nelle ultime settimane, segnato da toni eccessivi e talvolta inaccettabili, incompatibili con una corretta e sana divulgazione delle legittime ragioni presenti in entrambi gli schieramenti».
Il rischio – avverte la Cisl – è che «la radicalizzazione e la semplificazione delle posizioni» non aiutino i cittadini a «comprendere la portata delle scelte in gioco», finendo per «indebolire la fiducia nelle istituzioni».
Anche per questo il Comitato Esecutivo ribadisce «con forza il valore della partecipazione democratica», sottolineando come, «trattandosi di un referendum privo di quorum, il risultato sarà determinato esclusivamente dai voti validamente espressi».
Da qui l’appello rivolto a militanti e iscritti non a sostegno del SÌ o del NO al quesito referendario, ma all’esercizio di una responsabilità civica:«Partecipare al voto in modo informato e consapevole, contribuendo con responsabilità a un passaggio rilevante della vita istituzionale della Repubblica».
Il tema Giustizia, peraltro, per la Cisl resta cruciale, qualunque sia l’esito referendario. In particolare, il documento richiama alcune priorità strutturali irrinunciabili: riduzione dei tempi processuali, rafforzamento degli uffici giudiziari, miglioramento del sistema penitenziario e ampliamento dell’accesso alla giustizia, in particolare nelle cause di lavoro.
In caso di vittoria del Sì, il sindacato chiede che la fase attuativa avvenga in modo «concertato e trasparente», coinvolgendo forze politiche e sociali. In caso di No, auspica comunque l’avvio di riforme condivise sul sistema giudiziario.
Il senso di questo appello è racchiuso nella parte finale del documento, che evidenzia come il dibattito sulla giustizia si collochi nel quadro più ampio di una «riflessione sulla qualità della rappresentanza e sulla capacità delle istituzioni di assumere decisioni efficaci, trasparenti e legittimate».
In questa chiave, conclude il Comitato Esecutivo: «La Cisl ribadisce l’importanza del ruolo delle parti sociali nel contribuire, in autonomia e responsabilità, ai processi di riforma e di modernizzazione del Paese».







