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Scuola. Riforma dei tecnici: proclamato lo stato di agitazione. Cisl Scuola: «Obiettivi chiari e perseguibili, non limitarsi a cavalcare il disagio»

2 Aprile 2026 | Categorie ed Enti CISL

Scuola. Riforma dei tecnici: proclamato lo stato di agitazione. Cisl Scuola: «Obiettivi chiari e perseguibili, non limitarsi a cavalcare il disagio»

2 Aprile 2026 | Categorie ed Enti CISL

La CISL Scuola ha proclamato, insieme a UIL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF, lo stato di agitazione del personale in servizio negli istituti tecnici, indicandone le motivazioni nella richiesta di esperire il tentativo di conciliazione in base alle norme che regolano lo svolgimento delle azioni sindacali nel settore pubblico.

Le decisioni su ulteriori sviluppi dell’iniziativa sindacale saranno assunte in base agli esiti dell’incontro, che dovrà svolgersi in tempi molto brevi.

È tuttavia indispensabile, su un tema così complesso come l’applicazione di una riforma, delineare in termini molto chiari il contesto in cui ci si muove e gli obiettivi ai quali rivolgere l’azione sindacale, per poi valutare la congruità dei risultati ottenuti.

Gli obiettivi indicati nella richiesta di conciliazione sono tutti legati a questioni sulle quali vi è la concreta e immediata possibilità di intervenire, a differenza di quanto avviene per richieste di cancellazione o rinvio della riforma, in questa fase assolutamente impraticabili. Di questo occorre essere pienamente consapevoli, pena ridurre l’azione sindacale a mera espressione di (ennesima) protesta, senza reali margini di risultato.

Quella dei tecnici, infatti, è una riforma su cui, fin dalla sua approvazione nel 2022, la CISL Scuola ha manifestato ragioni di dissenso: trattandosi tuttavia di un provvedimento rientrante nell’ambito di misure assunte in attuazione del PNRR, è sempre risultato impossibile ottenere le modifiche legislative ripetutamente richieste, da ultimo chiedendo che se ne rinviasse di un anno l’applicazione.

Essendo tuttora in atto la fase attuativa degli impegni assunti in ambito comunitario, insistere con rivendicazioni in tal senso risulta del tutto irrealistico e inutilmente velleitario. La CISL Scuola non abbandona l’obiettivo di un complessivo ripensamento della riforma: ma lo considera impraticabile nell’immediato, mentre vi sono urgenze sulle quali è invece possibile incidere con l’azione sindacale.

Per questo al primo posto delle richieste c’è quella di individuare soluzioni che garantiscano a tutto il personale, per il prossimo anno scolastico, il mantenimento della titolarità nella scuola di attuale servizio evitando situazioni di soprannumerarietà, a garanzia della continuità didattica.

Si tratta di un’esigenza immediata sulla quale è plausibile una risposta altrettanto immediata: in tal modo, oltretutto, non si offre nessun alibi per sottrarsi alle proprie responsabilità. Anche le altre due richieste, legate ad aspetti attuativi delle norme di legge, offrono margini di praticabilità per un’azione sindacale che punti a ottenere risultati, e non solo a intestarsi la rappresentazione di un disagio che nessuno dovrebbe limitarsi a “cavalcare”.

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