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Istruzione. Quasi 5000 le domande di pensione del personale della scuola ancora ferme per i controlli. Sindacati pronti a collaborare con Miur e Inps

Pubblicato il 17 Lug, 2018

17 Luglio 2018 – Quasi 5000 le domande di cessazione dal servizio ancora ferme per i controlli in corso da parte dell’INPS del personale della scuola. Controlli che si trascinano da tempo con pesanti ricadute sui diretti interessati, ancora in attesa di sapere se potranno accedere alla pensione, ma anche sulla gestione delle operazioni di mobilità del personale, non essendo stata ancora acquisita la disponibilità dei posti liberati da chi potrebbe cessare dal servizio.   “Il controllo delle domande di cessazione dal servizio del personale della scuola, trascinandosi ulteriormente rischia di impattare in modo molto negativo sull’imminente avvio del nuovo anno scolastico, con gravi danni agli interessati e all’utenza” sottolineano Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola, che a seguito delle ripetute richieste di confronto, questa mattina hanno partecipato al tavolo convocato dal Capo di Gabinetto del MIUR, insieme ai funzionari degli uffici preposti e la  Direttrice Generale dell’INPS. 

“Da tempo abbiamo segnalato alcune delle criticità che stanno rallentando le procedure” spiegano i Segretari generale di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola, Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi e Giuseppe Turi. “Si va da incongruenze del programma utilizzato dall’INPS per il conteggio dei servizi preruolo, impostato con un meccanismo penalizzante, a rigidità interpretative sulle norme riguardanti i riscatti in determinate situazioni (aspettative e congedi per motivi di famiglia, servizi in enti locali, ecc.), o ancora dalla mancanza di dialogo tra i sistemi informatici utilizzati dall’INPS e da altri enti o istituzioni (MIUR, MEF), rendendo impossibile effettuare rapidamente controlli incrociati.

Nonostante l’Istituto di Previdenza sostenga, come riportato anche nel comunicato diffuso insieme al MIUR, che il numero delle pratiche ad oggi non accolte sia inferiore a quello del 2017, le organizzazioni sindacali hanno rilevato che le novità introdotte da quest’anno nelle modalità di certificazione dei requisiti hanno comunque provocato un rallentamento significativo delle procedure, con impatto molto forte soprattutto nelle aree metropolitane, in particolare a Roma e a Milano. È stato perciò richiesto un impegno straordinario degli uffici provinciali dell’INPS, garantendo la disponibilità dei sindacati e dei loro Patronati a collaborare per accelerare quanto più possibile le verifiche in corso, ponendo così fine quanto prima a una situazione di attesa non giustificabile e non più tollerabile.
Che il dialogo tra i sistemi vada migliorato, rendendo possibile anche un’accelerazione dei tempi, è lo stesso comunicato congiunto MIUR – INPS ad ammetterlo; l’annuncio di interventi in questa direzione per le pratiche del 2019 è un’implicita conferma di quanto siano fondate le questioni sollevate dalle organizzazioni sindacali.
Pur avendo acquisito la disponibilità di tutti i soggetti presenti ad attivare i richiesti tavoli di confronto in sede locale, le Organizzazioni Sindacali si sono comunque riservate di seguire la via del contenzioso individuale e collettivo qualora ciò si rendesse necessario per la tutela degli interessati” concludono i segretari generali.

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