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Scuola. Colombini: “La riforma degli istituti tecnici superiori sia partecipata e condivisa”

Pubblicato il 5 Mag, 2021

“Apprezziamo la conferma nel PNRR inviato a Bruxelles dell’investimento di 1,5 miliardi sugli ITS e condividiamo la necessità ed urgenza di agire per aumentare il numero di studenti di questa importante filiera formativa terziaria professionalizzante utile a favorire l’occupazione giovanile e l’innovazione e la crescita del nostro sistema produttivo”. Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini.

“Apprendiamo dal Ministro Bianchi- continua Colombini- che ci sono 5 progetti di legge in Parlamento sul tema ma, visto i diversi interessi in gioco e credendo fermamente nella valenza pubblica del sistema di istruzione e della necessità di un rafforzamento di questo percorso all’interno del sistema nazionale di istruzione ordinamentale, chiediamo al Ministro di essere coinvolti nel progetto di riforma che intenderà elaborare.
Chiediamo anche di ripristinare al più presto il funzionamento della Commissione nazionale per il coordinamento dell’offerta formativa degli ITS introdotta dall’art. 5 del decreto interministeriale 2016 e composta da tutti i soggetti coinvolti nel sistema, comprese le parti sociali, con importanti compiti in tema di coordinamento dell’offerta formativa, monitoraggio e valutazione dei piani territoriali regionali, aggiornamento delle aree tecnologiche, degli ambiti e delle figure nazionali in uscita dai percorsi, nonché di proposta di standard nazionali di riferimento dei percorsi formativi.
Come dichiara il Ministro è importante che gli ITS si facciano conoscere dagli studenti delle superiori e dalle loro famiglie, ma non si può pensare di duplicare gli iscritti con la sola campagna di comunicazione.

È necessario un coordinamento a livello nazionale, con la partecipazione delle parti sociali, per evitare che i finanziamenti si riducano ad un moltiplicarsi di fondazioni e di corsi che non siano coerenti con la specializzazione produttiva dei territori e per garantire un’offerta più omogenea su tutto il territorio nazionale per quelle aree tecnologiche che permettono l’acquisizione di competenze trasversali e strategiche per aiutare le imprese ed il sistema produttivo a crescere, sfruttando le opportunità delle doppia transizione ecologica e digitale: pensiamo all’area delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed a quella dell’efficienza energetica. Bisogna, inoltre, prevedere, come avvenuto per le Università, interventi a sostegno del diritto allo studio per favorire la mobilità degli studenti e permettere anche a chi non ha un ITS sul proprio territorio di seguire la specializzazione desiderata”.

“Ci sono molti margini di miglioramento per far uscire questa filiera formativa dall’ombra e farne un volano per accrescere l’occupazione giovanile ed il successo formativo degli studenti– conclude Colombini- ma dobbiamo trovarli insieme, con il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema”.  

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