«La decisione di Elettricità Futura di uscire da Confindustria Energia rappresenta un passaggio importante per la rappresentanza di un settore strategico per il Paese. Come FLAEI CISL riteniamo che questo momento possa essere l’occasione per rafforzare il confronto tra tutti i soggetti della filiera elettrica, valorizzando anche il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, con il coinvolgimento del sindacato.
Auspichiamo che la frattura si ricomponga. Il momento storico che stiamo vivendo richiede dialogo, responsabilità e capacità di costruire soluzioni condivise. Le diverse sensibilità che attraversano il mondo dell’energia sono comprensibili e vanno affrontate mettendo allo stesso tavolo istituzioni, imprese e sindacati. È importante coinvolgere il sindacato fin dall’inizio, valorizzando il contributo concreto che può dare in queste situazioni, come abbiamo dimostrato anche nel confronto sul rinnovo delle concessioni.
È questo il senso della “Costituente elettrica” che proponiamo. Il Paese ha bisogno di una politica industriale che accompagni quella che definiamo integrazione energetica, rafforzi la regia pubblica sulle reti e, soprattutto, assicuri continuità agli investimenti necessari alla crescita e alla trasformazione del settore. In questo confronto il lavoro deve avere voce fin dall’inizio, perché le scelte che si fanno oggi incidono sull’occupazione, sulle competenze e sulla sicurezza di chi ogni giorno garantisce il servizio elettrico.
Investimenti, sviluppo delle reti, nuova capacità produttiva, competenze e occupazione sono infatti parti dello stesso progetto industriale.
Per questo auspichiamo che si apra rapidamente una nuova fase di confronto, nella quale imprese, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori possano contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, a rafforzare il settore elettrico italiano e la sua capacità di investire nel futuro del Paese».
Così Amedeo Testa, Segretario Generale della FLAEI CISL, commentando l’uscita di Elettricità Futura da Confindustria Energia.





