Abruzzo. 8 Marzo. Le iniziative di Cgil, Cisl, Uil in Abruzzo e Molise

7 Marzo 2017 . La Cisl per celebrare l'8 Marzo di quest'anno ha scelto, insieme a Cgil e Uil, di aderire alle iniziative promosse dalla Confederazione Europea dei Sindacati (CES). E tante sono, anche quest’anno, le iniziative sindacali, e non solo, sui territori dell’Abruzzo e del Molise per la denuncia contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne ma anche contro i ritardi sociali, economici e culturali che ostacolano una vera parità tra uomo e donna.

La CISL AbruzzoMolise sarà impegnata a tutti i livelli,~ affinché ogni utile strumento di prevenzione e di contrasto ad ogni forma di discriminazioni e di violenza sulle donne,~ primo tra questi quello della contrattazione,~ venga posto in essere nelle varie aziende, nei diversi territori e ai vari livelli dell'Organizzazione. "Non è una battaglia ideologica o di retroguardia - sottolinea Margherita Lancia, Coordinatrice donne Cisl Abruzzo e Molise. "L'auspicio è che si dia maggiore concretezza alle buone intenzioni, superando ogni forma di sterile retorica con la quale molto spesso si affrontano le frequenti, dolorose vicende che costellano la vita di molte donne".

"Le Istituzioni e il Governo  - prosegue Lancia - devono garantire il loro impegno alla tutela dei diritti delle donne perché sono coloro che hanno pagato anche il prezzo più alto della crisi economica di questi anni. Nonostante le tante battaglie civili e sindacali, la donna è ancora un soggetto fortemente discriminato e sfruttato.
Il lavoro resta il primo diritto di cittadinanza e di emancipazione che bisogna ancora conquistare pienamente. La disoccupazione femminile in Abruzzo e in Molise è alta. E le donne trovano ancor ostacoli nella partecipazione alla vita economica delle due regioni. La maternità anche oggi rappresenta una barriera all’ingresso ed alla progressione di carriera.
La disparità salariale tra uomini e donne rimane un tema cruciale per il sindacato. In media in Europa le donne guadagnano il 17 per cento in meno rispetto agli uomini. Uno dei motivi è che le donne hanno più difficoltà a conciliare impegni di lavoro e familiari. Sono le donne soprattutto a scegliere il lavoro a tempo parziale e a interrompere continuamente la propria carriera, con conseguenze dirette e deleterie sui salari. Inoltre, il gap si conferma anche a livello pensionistico: le donne percepiscono un assegno di pensione inferiore di circa il 30% rispetto agli uomini.
Abbiamo bisogno di politiche di welfare orientate alla conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, allo smart working, alla flessibilità negli orari. Un cambiamento culturale per affrontare l’accrescimento e la diversificazione dei bisogni sociali e per contrastare l’acuirsi delle disuguaglianze e dei processi di impoverimento, e infine, per rilanciare l’economia regionale e del Paese".

Un' analisi sull'andamento del Mercato del Lavoro in Abruzzo e in Molise elaborata dall'Aps M.Ciancaglini della CISL



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