Emilia Romagna. Fnp Cisl regionale: la domiciliarità, giovani e lavoro e la ludopatia alcuni temi del prossimo Congresso

Bologna, 14 aprile 2017. La domiciliarità, oltre il fenomeno ‘badanti’, quale occasione di ‘recupero economico’ (110 milioni di euro al mese che migrano all’estero) ed occasione occupazionale per i giovani. Un ‘cassetto delle idee’, costruito da giovani ed anziani, cui attingere proposte innovative per il benessere futuro di tutti. Il Congresso Fnp ER si apre dando ‘la parola ai giovani’ (che cercano lavoro, lo hanno trovato, se lo sono inventato) a testimoniare, come osserva il responsabile Fnp ER Loris Cavalletti, che “il lavoro, anche tra gli stessi giovani, è alla base della dignità della persona in ogni tempo”. La ludopatia, che colpisce giovani e anziani, uomini e donne. Come sensibilizzare le famiglie e mettere in atto azioni di recupero per riprendersi la propria vita in seno alla società. Questi temi, illustrati nella conferenza stampa odierna dal segretario generale Fnp dell’ER Loris Cavalletti, sono alcuni di quelli che saranno discussi al 10° Congresso della Fnp Emilia-Romagna, dal titolo ‘L’impegno dei Pensionati Cisl dell’ER per tutte le generazioni, perché nessuno resti solo”, che si terrà il 20 e 21 aprile 2017 a Riccione, presso l’Hotel Mediterraneo. “Gli strumenti per invecchiare bene sono una buona pensione, un servizio sanitario che riesca a fornire l’assistenza necessaria, un ambiente adatto alle proprie esigenze, un’istruzione superiore e la possibilità di lavorare, se lo si vuole. Per averli ed usarli al meglio, occorre l’apporto fattivo di tutti, in primis i giovani, che nella costruzione di un nuovo welfare di comunità possono trovare occupazione, valori e futuro”. Così Loris Cavalletti, responsabile Pensionati Cisl ER. In ER gli anziani (over 65 enni) sono 1 milione e 50 mila, pari al 23 per cento della popolazione: 4.453.393 di residenti. In Italia sono il 22 per cento. Nel 2050 saranno il 25 per cento. Crescono anche gli ultra 80 enni con conseguenti richieste di assistenza ed aumento dei non autosufficienti. Una giornata di ricovero ospedaliero ha un costo medio fra i 700 e 800 euro: una cifra che potrebbe essere utilizzata per assistere al domicilio una decina di persone, in particolare anziane. In Emilia-Romagna i servizi residenziali offrono buoni livelli (migliorabili), ma insufficienti anche per l’aumento dei costi per famiglie ed amministrazioni pubbliche o private. Da qui l’opzione delle famiglie per la domiciliarità, contando sulle badanti. Con conseguenze sociali ed economiche rilevanti. Sociali per la ‘costrizione’ in casa di assistito e badante. Economiche perché in Emilia-Romagna gli assistenti famigliari (colf e badanti) sono 79.776. Tra questi, 54.976 sono cittadini extracomunitari, 15.310 comunitari e 9.490 italiani. Considerando un costo mensile lordo di 1.400.000 euro per persona, si stima un esborso mensile per le famiglie pari a circa 112 milioni di euro (un miliardo e 344 milioni di euro l’anno), di cui buona parte trasferiti all’estero. In Italia la stima è di 900.000 persone (colf e badanti) pari ad un costo mensile di un miliardo e 260 milioni di euro ed a 15 miliardi e 120 milioni di euro l’anno. Da qui la necessità, ribadita con forza da Cavalletti, di “una progettazione, che superi il fenomeno ‘badanti’, a favore di una concezione nuova dello ‘stare in casa’, offrendo ai giovani opportunità occupazionali”. Pertanto, la Fnp intende coinvolgere mondo accademico, enti locali con Regione in primis, servizi pubblici e privati, utilizzare innovazioni tecnologiche e robotica per costruire figure professionali di cura economicamente, socialmente e culturalmente appetibili per i giovani. Ma se la domiciliarità è il nuovo che avanza, il responsabile regionale dei Pensionati Cisl propone “l’adozione del ‘family advisor’ (consulente di famiglia), ossia la creazione di una nuova figura per l’assistenza domiciliare volta a produrre lavoro e migliorare le condizioni di vita degli anziani”. ‘Family advisor’ non sostituisce la badante o il familiare che ogni giorno assiste l’anziano malato o il disabile, ma offre loro servizi sanitari specifici e formazione day by day per aiutare a svolgere meglio la loro mansione anche grazie alla tecnologia. “L’obiettivo di questa start-up ideata alla Bocconi –spiega Cavalletti- è fornire protocolli e competenze di base per permettere ai carediver di assistere meglio chi ha necessità di cure continue. Negli anziani spesso affetti da malattie croniche e invalidanti, l’assistenza domiciliare è preferibile a quella in strutture ospedaliere o casa di cure private. Si tratta di creare personale certificato 2.0 in grado di offrire cure di qualità anche con l’ausilio di servizi di diagnostica in remoto. Senza dimenticare l’estensione e l’incremento sul territorio delle esperienze già messe in campo dal sindacato, attraverso l’Associazione di volontariato Anteas, finalizzate ad un futuro quotidiano di benessere per giovani ed anziani, operatori ed utenti insieme quali: gli ambulatori sociali che offrono servizi gratuiti; i condomini solidali con autogestione assistita; il cohousing per persone con difficoltà mentali; i trasporti sociali per disabili e persone in difficoltà; gli empori solidali dove fare la spesa pagando con punti forniti dai Comuni; l’animazione sociale sul territorio, attraverso spazi di incontro e dialoghi, per anziani ed anche famiglie di culture differenti; la ‘biblioteca dei libri viventi’ per uno scambio intergenerazionale di esperienze, così da superare i pregiudizi legati all’età.

Ludopatia

Per combattere la dipendenza dal gioco, che sempre più coinvolge giovani anche minorenni ed anziani, la Fnp E-R vara il progetto “La posta in gioco”, con il compito di approfondire la conoscenza del fenomeno, del suo radicamento, dell’impatto sociale attraverso una mappatura territoriale e di indagine qualitativa della formazione degli operatori sociali e della polizia locale. Oltre a promuovere presso i gestori la scelta etica di non installare o di dismettere apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito ed informare e sensibilizzare la popolazione sui rischi connessi al gioco d’azzardo, orientando ai servizi di ascolto e di cura.~ “La Fnp ER contro la ludopatia che distrugge persone e famiglie intende fare la sua parte –afferma Cavalletti- incentivando l’estensione su tutto il territorio regionale delle buone pratiche di contrasto messe in atto in Emilia-Romagna da Regione ed alcuni Comuni”. Secondo Cavalletti, per contrastare la diffusione delle “Slot Machines”, utilizzate dal 90 % dei giocatori, “non basta spostare le slot in luoghi lontani dai posti sensibili, perchè i giocatori potranno accanirsi più facilmente in ambienti nascosti da occhi indiscreti. Per scoraggiare il giocatore –sostiene l’esponente Fnp- gli apparecchi vanno installati proprio dove passano tutti... figli, mogli, suoceri, preti e vicini di casa e che siano possibilmente in posti visibili anche dalla strada, non nei retro. Questo è un valido deterrente”. La Regione Emilia-Romagna assegna ai~Comuni~150mila euro per progetti che valorizzino gli~esercenti~che scelgono di non installare macchine per il gioco d’azzardo nei loro locali, aderendo al marchio etico~“SlotFreeER” ed incrementando i fondi a 300mila euro. A Modena il Comune ha emesso un’ordinanza che disciplina gli orari di funzionamento delle slot machine in sale da gioco e locali. A Ferrara il Comune ha firmato un protocollo d’intesa con Tper e Consorzio Taxisti al fine di non promuovere campagne e messaggi pubblicitari relativi a centri scommesse, sale Slot/VLT o pratiche in qualsiasi modo riconducibili al gioco d’azzardo o comunque che abbiano come elemento preponderante l’aleatorietà e possono procurare dipendenza, danni morali, psicologici, fisici ed economici ai cittadini, in particolare ai minori, agli anziani e ai soggetti in condizione di fragilità socio-economica. A Rimini www.nonazzardorimini.it~è il sito ideato dalla Provincia in collaborazione con~AUSL Romagna Rimini~e~Volontarimini con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della ludopatia e prevenire le drammatiche conseguenze sociali provocate da questa dipendenza. In Emilia-Romagna, tra i 15 e i 19 anni, ha problemi di gioco il 5% cento dei ragazzi, a fronte di una media nazionale del 2%. Le persone che nel 2015 si sono rivolte ai servizi per le dipendenze delle Aziende Usl dell’E-R per dipendenza da gioco d’azzardo sono state 1.310. L’utenza è in prevalenza maschile e di età tra i 41 e i 50 anni. Ma in crescita sono i giovani, anche minorenni e le persone anziane. Nel 2016 gli italiani hanno speso 95 miliardi di euro nel gioco, più di quanto il governo spenda annualmente per l’istruzione e quasi quanto gli italiani spendono per mangiare.

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