Campania. Congresso Cisl Scuola regionale. Gissi: “Altro che democrazia virtuale, al Congresso è partecipazione vera”

Pozzuoli, 4 maggio 2017. Con quello della Campania, in corso di svolgimento a Pozzuoli e che terminerà nel pomeriggio, si conclude la fase dei congressi regionali della Cisl Scuola, nei quali vengono fra l’altro eletti i delegati che daranno vita, a fine maggio, al congresso nazionale, che si terrà a Castellaneta Marina (TA). Completando un tour che l’ha vista presente in tutte le regioni, la segretaria generale Maddalena Gissi è intervenuta anche all’assise campana, a margine della quale commenta con evidente soddisfazione quella che definisce una straordinaria occasione di incontro e di partecipazione. “Incontrare persone che spendono parte del loro tempo, con generosità ed entusiasmo, per vivere un’esperienza di sindacato che considerano importante per sé e per la categoria è molto gratificante e ripaga certamente delle fatiche sostenute in queste settimane. Penso che fosse doveroso assicurare una diretta presenza della segreteria nazionale in ogni congresso, non per ‘dare la linea’, come si suol dire, ma piuttosto per ascoltare ciò che la nostra base associativa, attraverso i suoi delegati, ha voluto dirci anche in questa circostanza. Dovunque ho potuto apprezzare la qualità e la competenza di interventi che hanno caratterizzato il dibattito: libero e anche critico, all’occorrenza, ma sempre molto costruttivo. La nostra è una platea di persone che credono nel valore della partecipazione, considerano fondamentale la presenza del sindacato e soprattutto si impegnano in prima persona per affermarla e rafforzarla, a partire dal proprio luogo di lavoro. Altro che democrazia virtuale, nessun forum on line, nessuna chat potrà mai competere con la passione e il calore che questi momenti direttamente e intensamente partecipati sanno trasmettere”. Anche nel suo intervento di oggi la segretaria generale ha avuto modo di riproporre i temi di maggiore evidenza nella fittissima agenda di impegni sindacali, cui si è aggiunta, nelle ultime ore, la mobilitazione dei dirigenti scolastici. Su questo Maddalena Gissi ha voluto soffermarsi anche per inquadrare correttamente i termini di una vertenza sulla quale non sono ammissibili travisamenti e strumentalizzazioni. “Questa vertenza – ha detto la segretaria generale – si muove su una linea di forte coerenza con la nostra idea di scuola, in cui non prevalgono conflitti di potere e di competenze, ma principi di coesione e condivisione da cui l’autorevolezza del dirigente viene rafforzata, non diminuita. Le difficoltà della dirigenza non derivano certo da presunti ‘tradimenti’ delle promesse fatte con la legge 107: sono anzitutto quelle di un’annosa e irrisolta questione retributiva, che ha visto diminuire gli stipendi mentre aumentavano in maniera esponenziale le responsabilità e i carichi di lavoro, spesso appesantiti da vere e proprie molestie burocratiche. Sono le difficoltà di chi è chiamato a governare le scuole con uffici afflitti da scarsità di personale, con un organico di docenti inadeguato o incongruente rispetto al fabbisogno formativo, con l’esposizione a rischi per altrui insufficienze e negligenze, come nel caso della sicurezza delle strutture”. Non poteva mancare, specie in un territorio ad elevata criticità sociale come quello campano, il richiamo ai temi del diritto allo studio e delle risorse necessarie per assicurarne concretamente l’esercizio. “La partita degli organici e delle assunzioni – ha detto la Gissi – è di fondamentale importanza e queste sono ore decisive per vincerla. Non è accettabile che stime attentamente elaborate dal MIUR, mettendo a fuoco correttamente il fabbisogno delle scuole e le indispensabili coperture economiche, vengano stravolte da un ministero dello stesso governo che, diversamente da quanto sempre avvenuto, mette in discussione il lavoro fatto dai tecnici di viale Trastevere. Questo incredibile duello fra MIUR e MEF deve finire, il governo si assuma la responsabilità di confermare gli obiettivi e gli impegni per consolidare i posti in organico e stabilizzare il lavoro. Di questo la scuola ha bisogno per funzionare corettamente”.

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