«Secondo i dati Istat di gennaio 2026 gli occupati tornano a crescere in modo significativo su base mensile, mentre l’aumento su base annua resta contenuto. E’ certamente un fatto incoraggiante. L’incremento di circa 70 mila occupati nell’ultimo anno è determinato dalla crescita dei rapporti stabili e soprattutto del lavoro autonomo, a fronte di un marcato calo dei dipendenti a termine». E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl, Mattia Pirulli.
«Calano i disoccupati ma aumentano gli inattivi, quasi esclusivamente tra giovani 15-24 anni e donne. Un dato che andrà osservato nei prossimi mesi per capire se indichi un aumento dei percorsi di studio oppure un ampliamento dell’area dei Neet.
«Nel complesso emerge un mercato del lavoro ancora in crescita, ma meno dinamico rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia: la spinta espansiva del periodo post-Covid appare esaurita, pur senza segnali di inversione ciclica. Sullo sfondo resta la grande questione demografica, con le stime che indicano il rischio di perdere fino a un terzo della forza lavoro entro il 2060.
«Per questo è necessario rafforzare le politiche di sviluppo, soprattutto in vista della progressiva conclusione degli investimenti del PNRR, e al tempo stesso valorizzare il grande potenziale ancora inutilizzato di donne e giovani nel mercato del lavoro. Serve una grande alleanza tra sindacati, associazioni datoriali e governo per sostenere crescita, qualità del lavoro e partecipazione, mettendo al centro politiche industriali, investimenti, formazione e buona occupazione».






