«Quando il cambiamento viene governato senza il protagonismo del lavoro, senza le persone dentro le dinamiche di codecisione, quasi sempre diventa più ingiusto, più squilibrato, più duro». Così la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, conclude con il suo intervento i lavori del Comitato Esecutivo Nazionale della Filca riunito, a Palermo.
L’assise, riunita in una sessione di studio dedicata a bilateralità, contrattazione, formazione e comunicazione, è stata l’occasione per tracciare la rotta di quello che la leader sindacale definisce “sindacato moderno”. Secondo Fumarola, l’azione della rappresentanza non può più limitarsi alla sola reazione, ma deve farsi proposta attiva e governo dei processi.
«Dobbiamo fare in modo che le scelte che incidono sulla vita delle persone siano ancorate ai bisogni reali, alla giustizia, alla solidarietà. Questo è il compito di un sindacato moderno. Non semplicemente fare testimonianza. Non limitarsi a protestare o a un approccio difensivo. Un sindacato moderno come è la Filca si interroga su come portare la società organizzata davanti alle leve che orientano il cambiamento. Vuole partecipare per costruire democrazia economica vera».
«Le transizioni in corso – digitale, ecologica, demografica – chiedono competenze nuove in modo continuo e veloce. Formazione come processo permanente, come diritto di cittadinanza lavorativa. Uno Statuto della persona nel mercato del lavoro deve includere il diritto all’apprendimento continuo, alla riqualificazione durante le transizioni, alla sicurezza economica nei passaggi professionali. Non si possono governare le trasformazioni in atto senza un investimento massiccio e sistematico in questo senso. E non si può farlo senza coinvolgere chi conosce davvero il settore: le parti sociali, gli enti bilaterali, le scuole edili». Ha concluso Fumarola.
















