Roma, 7 ottobre 2016. La crisi del settore del gaming non risparmia il gioco del Bingo. A denunciare il trend negativo dei fatturati è la società Operbingo, controllata di Codere Italia S.p.A. facente parte della multinazionale leader del gioco Codere, che ha formalmente comunicato ai sindacati l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 152 dipendenti delle 7 unità produttive di Lecce, Parma, Roma, Salerno e Viterbo. Constatata l’indisponibilità societaria ad individuare una soluzione non traumatica degli esuberi, le federazioni di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs hanno indetto lo stato di agitazione in tutte le sale Operbingo dove complessivamente sono occupati oltre 500 addetti. Le tre sigle hanno in particolare respinto il piano sul recupero di efficienza e produttività proposto dalla direzione societaria attraverso la cancellazione dell’indennità di cassa e del premio presenza, il blocco degli scatti di anzianità e il demansionamento e stigmatizzato la pesante riduzione dei diritti individuali e il taglio dell’orario contrattuale di lavoro fino al 45%, dichiarando la disponibilità ad una temporanea sospensione delle previsioni contrattuali preservando tuttavia l’inquadramento e le mansioni. «Il presupposto per una intesa sulla chiusura della vertenza è la rinuncia di Operbingo a portare avanti la procedura di licenziamento collettivo ed individuare soluzioni condivise volte a intervenire sugli altri costi strutturali di gestione» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Davide Guarini. «Sarà necessario, al fine di evitare la chiusura delle sale, rivedere l’assetto complessivo della ristrutturazione delle unità produttive di Salerno, dove il piano di riorganizzazione proposto risulta eccessivamente penalizzante per i 115 lavoratori coinvolti» ha concluso il sindacalista.
Terziario. Gaming. Fisascat: la crisi del settore non risparmia il Bingo
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