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Marcinelle, Fumarola in Belgio guida delegazione Cisl. «Nel ricordo delle 262 vittime di allora la responsabilità di oggi: un lavoro che sia per tutti sinonimo di sicurezza, dignità e partecipazione»

8 Agosto 2026 | Primo Piano

Marcinelle, Fumarola in Belgio guida delegazione Cisl. «Nel ricordo delle 262 vittime di allora la responsabilità di oggi: un lavoro che sia per tutti sinonimo di sicurezza, dignità e partecipazione»

8 Agosto 2026 | Primo Piano

«Oggi saremo Marcinelle con le famiglie delle vittime e con chi da settant’anni ne cura la memoria», così dalle colonne del quotidiano l’Avvenire, la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha annunciato la sua presenza stamane, assieme ad una folta delegazione della Cisl, alla cerimonia che commemora la tragedia di Marcinelle dell’8 agosto del 1956, tra i più gravi incidenti sul lavoro della storia europea.

Nella miniera persero la vita 262 persone, 136 delle quali erano minatori italiani. «Erano partiti in gran parte dal Mezzogiorno sulla base del protocollo italo-belga del 1946, che scambiava manodopera con carbone: un accordo che trattava il lavoro come merce», ricorda Fumarola.

Quest’anno la cerimonia che ricorda il disastro ha un’importanza particolare, trattandosi del 70mo anniversario dalla tragedia. 

Il piazzale della miniera del Bois du Cazier, gremito di autorità locali, famiglie delle vittime, rappresentanti della comunità italiana in Belgio, ha visto come ogni anno rintoccare per 262 volte la campana della miniera.

Quanto accaduto in quel tragico mattino d’agosto produsse conseguenze concrete, che la Segretaria Generale non manca di sottolineare: «L’Italia sospese l’invio di lavoratori in Belgio e la Comunità europea del carbone e dell’acciaio istituì nel 1957 l’Organo permanente per la sicurezza nelle miniere. Su quella linea la Commissione europea, su iniziativa del Parlamento, ha indicato l’8 agosto come possibile Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro». Una proposta che, afferma Fumarola, «la Cisl fa sua».

Anche perché «i problemi di oggi hanno la stessa radice: il contenimento dei costi che erode la sicurezza degli impianti e l’organizzazione del lavoro. La dinamica che allora riguardava gli italiani coinvolge oggi soprattutto, ma non solo, i lavoratori stranieri in agricoltura, edilizia e logistica, i comparti a più alta incidenza infortunistica: mansioni più esposte, contratti più deboli, minore capacità di segnalare un rischio senza temere conseguenze», aggiunge la leader Cisl.

Anche su questo, ricorda Fumarola «si misura il confronto tra sindacato, imprese e governo: più controlli, formazione verificabile e avviata già nella scuola dell’obbligo, rappresentanza per la sicurezza anche nelle aziende minori, contrasto al caporalato e al lavoro irregolare. Sono misure di giustizia sociale e insieme di efficienza: nel medio termine alleggeriscono i bilanci, quando si contabilizzano giornate perse, contenziosi e ricambio di personale. Non a caso il tema è uno dei cardini della piattaforma unitaria di Cisl, Cgil e Uil per aggiornare le relazioni industriali, insieme alla partecipazione alla vita d’impresa, che dà ai lavoratori voce nelle decisioni organizzative».

Ma quel disastro richiama tutta l’Europa alle proprie responsabilità. «L’integrazione dei mercati è andata più veloce del coordinamento delle tutele», evidenzia la leader Cisl. «Standard comuni su salute e sicurezza, criteri sociali vincolanti negli appalti pubblici e una gestione ordinata dei flussi migratori dicono se l’Europa sociale esiste o resta un’enunciazione. Le direttive sull’esposizione agli agenti pericolosi si aggiornano troppo lentamente rispetto ai rischi nuovi, dallo stress termico al lavoro governato dagli algoritmi», aggiunge.

«Settant’anni dopo, il dato che resta di Marcinelle è che 262 uomini morirono per carenze note e non corrette in tempo. Da lì bisogna muovere, tenendo insieme il ricordo e le decisioni che oggi vanno prese e verificate. Perché una memoria che non diventa azione è soltanto una cerimonia. E quelle vite meritano molto di più», conclude la numero uno della Cisl.

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