(…) «Dobbiamo scongiurare una lunga campagna elettorale gridata, fatta di reciproche delegittimazioni. Al contrario, serve ritrovare un terreno di concordia su obiettivi imprescindibili e condivisi: salari e crescita, investimenti e competitività, sanità e welfare».
(…) «Va evitata ogni deriva demagogica: no a scorciatoie come salari minimi fissati per legge. Serve, in sintesi, un accordo tra governo e fronte sociale riformatore per evitare che il cambiamento venga lasciato al solo peso delle lobby o alla contrapposizione ideologica. Bisogna governarlo con responsabilità e visione».






