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Conversione in legge il Decreto Immigrazione pubblicato in Gazzetta Ufficiale

22 dicembre 2020 - E' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.314 del 19 dicembre 2020, la legge n.173/2020 che ha convertito con modificazioni il decreto-legge n.130/2020 in materia di immigrazione e sicurezza. In particolare in tema di immigrazione il testo presenta una serie di importanti novità, tra cui:

  • la sostanziale reintroduzione del permesso umanitario con la nuova ridefinizione del permesso per “protezione speciale”;
  • l’ampliamento dei casi di convertibilità per alcune tipologie di permessi di soggiorno in permessi per lavoro;
  • l’iscrizione all’anagrafe anche per i richiedenti asilo; 
  • il ripristino di un sistema di accoglienza e integrazione a cui possono, nuovamente, accedere anche i richiedenti asilo;
  • con la modifica dell’art. 3 c.4 del T.U. sull’immigrazione, si stabilisce il principio che le quote d’ingresso dei cittadini stranieri per lavoro non siano vincolate all’assenza di un piano di programmazione triennale dei flussi, ma stabilite sulla base delle esigenze reali del mercato del lavoro;
  • l’introduzione del nuovo sistema di accoglienza e integrazione (SAI) che, come il precedente sistema (SPRAR), ripropone un modello di integrazione diffuso sul territorio con il pieno coinvolgimento dei Comuni italiani.

Entrando nel merito di alcuni aspetti specifici, l’introduzione del permesso per “protezione speciale”, per coloro che presentano seri motivi di carattere umanitario, ristabilisce un principio di giustizia e di buon senso che era venuto meno col precedente decreto sicurezza. In tal modo è possibile rivolgersi a quei settori più marginali della società, spesso con un lavoro al ‘nero’ ed estromessi dal sistema dei servizi, facendoli emergere dallo stato di assenza di diritti togliendoli dall’invisibilità e da condizioni di irregolarità.

Un altro elemento motivo di soddisfazione per la Cisl, è stato l’aver messo il lavoro al centro del processo d’integrazione attraverso l’opportunità di poter convertire alcuni permessi di soggiorno in permessi per motivi di lavoro e l’aver riproposto un sistema di accoglienza e integrazione più inclusivo per i richiedenti asilo (esclusi con il primo decreto sicurezza), e i titolari di protezione internazionale. Inoltre, riteniamo sia stato un grande esempio di civiltà l’aver modificato le condizioni in materia di respingimento e la possibilità di riconoscimento del permesso di soggiorno per gli stranieri che in patria rischiano persecuzioni politiche, tortura o per ragioni di razza, sesso e religione.

Così com’è stato importante essere usciti dalla perversa logica introdotta dai precedenti decreti di considerare il salvataggio in mare una colpa da perseguire e non un dovere morale, peraltro, sancito dal diritto internazionale. In conclusione, crediamo che l’approvazione di questa legge sia senz’altro da considerare un primo passo importante verso una riforma delle politiche migratorie nel nostro Paese a cui dovrà seguire una riforma sostanziale dell’attuale impianto legislativo che riesca a coniugare nel miglior modo possibile i valori di giustizia sociale, dignità, inclusione, sicurezza e legalità.

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